Frattanto, perchè la contessa Lombardi e altre dame s'indugiavano in città, prolungando oltre il consueto la stagione dei bagni, Filippo aveva dovuto riprendere quella « vita per la platea » della quale era abituato a vivere. Si recava spesso a Lido, nelle capanne delle amiche.

Il Lido piaceva a lui, come a tutti i veneziani, per agonia di luce, di verde, di spazio, d'aria diffusa; anch'egli si contentava dei pochi viali fiancheggiati da villini brutti, e s'era avvezzo alle costruzioni terribilmente antipatiche di quegli alberghi nei quali si mangiava malissimo e dai quali si vedeva una sfilata di capanne tozze, una spiaggia arida, qualche disegno di giardino con gli alberetti ancor giovani, sarcasticamente dimentichi di protegger gli uomini dal sole. Anche a Filippo la terrazza dei bagni pareva una stupenda costruzione d'arte; la vita e i colori glieli prestavano le oziose belle e gli oziosi eleganti in abiti vivacissimi, cosicchè quella baracca era come un animale indecente coperto da parassiti variopinti che ne nascondevano la sgraziataggine.

Con le dame, con gli ufficiali di marina, coi gentiluomini che a quelle facevano codazzo e corona, Filippo si lasciò trascinare a gite frequenti; talora prendeva parte alle « sauteries », che nel linguaggio barbarico dell'aristocrazia dovevano significare balli modesti, fra amici.

Egli aveva il proprio pensiero rivolto a Loredana anche in quelle ore, ma la dimestichezza antica con le famiglie patrizie, la necessità di rispondere alle cortesie, la germinazione continua di visite da visite, di pranzi da pranzi, di gite da gite, la rete sottile e densa della vita mondana, che o si fugge interamente o interamente vi afferra, per lunghi giorni lo avevano costretto ad abbandonare l'appartamento segreto e caro delle Zattere, dove non si riduceva che a notte tarda, con la furia di ricomprarsi il tempo perduto e di compensarne l'amante.

Loredana, che di rimbrotti non era capace, sentì bruscamente d'odiare quelle donne, quegli uomini, quei ritrovi, quegli spassi; non solo perchè interrompevano la sua bella esistenza d'amore, ma più perchè la mettevano innanzi a una barriera.

C'eran dunque famiglie ch'ella « non poteva » conoscere, e donne che « non dovevano » salutarla? Si era data con ingenua lealtà, fidando, senza un calcolo, per impeto d'amore; e niente la salvava dalla riprovazione arcigna del mondo? Ella aveva contro di sè la piccola società borghese alla quale apparteneva, e la società aristocratica alla quale non poteva appartenere; l'una e l'altra s'accordavano in un sol punto, nel biasimarla.

La fanciulla evitò di metter piede a Lido, temendo che la sua mala sorte la facesse incontrar con Filippo e obbligasse l'uno e l'altra alla commedia di scambiare un saluto appena percettibile; ma se lo sguardo le cadeva sui giornali cittadini, vedeva il nome di Flopi nel resoconto delle feste accomunato con quello di Berto Candriani, del tenente Orseolo, del marchese di Spinea, e due righe sopra una sfilata di dame, dalla contessa Osvaldi alla duchessa di Torrecusa, dalla contessina Fioresi alla contessa Lombardi. Eran sempre le medesime, accompagnate dai medesimi aggettivi, disposte nel medesimo ordine; e venivan poi i nomi di signore esotiche, le quali almeno, sparivano e ricomparivano con maggior varietà.

Che cosa faceva Flopi, come poteva non annoiarsi tra quelle donne, ch'egli vedeva tutti i giorni, da anni?

Berto Candriani, una sera a pranzo, aveva detto sbadatamente, innanzi a Loredana, che non si può vincere la noia in società se non a patto di andarvi per corteggiare una donna, per trovar l'amore o per condurre un flirt. E aveva svelato i piccoli intrighi, che legavan questo a quella, sfilando una corona di allegri pettegolezzi ed esagerando molto.

Loredana aveva dato un valore d'assioma alle parole del Candriani, e aveva guardato Filippo impallidendo; ma Filippo, quella sera medesima sul tardi s'era recato a una delle solite « sauteries » spinto dalla curiosità di veder dappresso il famoso Milan Obrenovich, del quale si narrava in quei giorni la riconciliazione con la regina Natalia. La giovane s'era coricata subito, per piangere, e nel cupo silenzio della notte veneziana, a lungo aveva dovuto aspettare il ritorno di Flopi.