V.

Berto Candriani, che quella sera medesima si era recato al teatro Goldoni, per veder chi ci fosse e per far qualche visita nei palchi, non appena fu in platea ed ebbe girato intorno lo sguardo, si rallegrò seco stesso della sua buona idea.

— Com'è bella! — egli borbottò, senza badare a quelli che gli stavano addosso e lo urgevano da tutti i lati.

In un palchetto di primo ordine aveva subito scorto Loredana, alla quale era di fronte Clarice. La fanciulla stava attentissima alla scena ed alla musica del « Boccaccio », e la dama di compagnia si faceva fresco con un gran ventaglio, lenta e solenne. Berto gettò un'altra occhiata tutta in giro per abitudine.

Il teatro era stipato; nelle poltrone molte signore; molte dame nei palchi, le quali avevano abiti chiari; in platea non v'era modo di muoversi; nella penombra che avvolgeva il vaso, per dare maggior forza alla luce e ai colori chiassosi del palcoscenico, si vedevan tuttavia parecchi binocoli rivolti al palco di Loredana; uomini e donne la fissavano con curiosità e si scambiavano sottovoce qualche osservazione.

Berto non attese che l'atto finisse; uscì dalla platea, corse per le scale, aperse l'uscio del palco....

— Oh come mi fa piacere! — esclamò Loredana ingenuamente, al veder Berto che inoltrava, col cappello nella sinistra.

— Fa più piacere a me! — egli rispose ridendo e chinandosi a baciar la mano della giovane.

Clarice voleva lasciare il posto a Berto, ma questi la inchiodò con un'occhiata.