Loredana lo guardò duramente.
— Lei è molto strambo, — disse. — Non mi ha mai fatto complimenti di questo genere....
— Ho avuto torto, e riguadagno il tempo perduto, — rispose Berto sorridendo.
— No, la prego: questi discorsi mi affliggono. E voi, Clarice, non dite altre sciocchezze!
La signora Teobaldi dimenò il ventaglio in tutta furia, dolentissima del rimbrotto, che la impacciava davanti al Candriani.
— Io vorrei sapere, — riprese questi, ostinatamente, — perchè l'affligga un'espressione di lode sincera. Io l'ammiro e glielo dico; lei è molto bella, stasera, e glielo dico; lei veste con molta eleganza, e glielo dico....
— Perchè? — interruppe Loredana, che aveva sentito una vampa infiammarle il viso. — Perchè tutti me lo dicono, ecco; per le calli, pei negozii, sui vaporetti, dovunque io vada, son le solite frasi: a Venezia, gli uomini non fanno altro, come non avessero mai visto una donna giovane che non sia un mostro. Io credeva che lei non fosse così. E poi, aspetti a dirmi che sono molto bella quando c'è Flopi. Perchè non me lo dice quando c'è Flopi?
— Già! — esclamò Berto. — Come se Flopi avesse bisogno di apprenderlo da me! E del resto, se aspetto che ci sia Flopi, devo aspettare un pezzo, perchè mi sembra che Flopi non ci sia mai....
Il giovane s'interruppe e si morse le labbra. Un velo d'angoscia era calato repentinamente sul viso della ragazza e le aveva dato un'espressione di tanto dolore, che Berto dovette confessarsi d'essere stato villano e maligno.
— Come canta bene quella nanerottola! — disse, accennando del capo alla prima donna, con la speranza di sviare il discorso.