Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a preparare il tè, cercando di darsi un contegno e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche gravo fallo.

— No, sai? — ella balbettò. — Non ho pianto....

— Che cosa è avvenuto? — domandò Filippo al Candriani. — Perchè non volete dirmelo?

Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso il tavolino; aveva preso da un canestro alcuni biscotti che andava mangiando con pacata attenzione, e guardava le belle mani della giovane affaccendata intorno alla teiera e al bricco dell'acqua bollente.

— Glielo diciamo? — egli chiese ridendo a Loredana. — Bisogna dirglielo, altrimenti crederà che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi, ascolta....

Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette anche Loredana, dopo avere offerto ai due uomini la tazza di tè.

— È stato così: — disse il Candriani. — Mentre uscivamo dal teatro, un farabutto ha ingiuriato la signorina; non ho potuto scoprire chi fosse; tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli. La signorina, quando fu in gondola, visto che il tragitto era lungo e noioso, occupò il tempo a piangere, e io che voleva farle la corte sono rimasto con un palmo di naso....

Loredana si mise a ridere.

— È tutto qui? — domandò Filippo incredulo.

— È tutto qui, — rispose Berto. — Vedi che ora ride; non potrebbe dimostrati meglio che si trattava d'una inezia.