La cosa era tanto abituale ormai, che Loredana contava sulla presenza di Adolfo, e s'egli passeggiava nel campiello, essa si tratteneva più a lungo presso sua madre.
— Bada che è tardi, — le diceva questa qualche volta.
— Oh non importa! — rispondeva Loredana, dopo essersi affacciata alla finestra. — C'è Adolfo, che mi riaccompagna.
E la fanciulla sorrideva, non sapendo ella medesima se la devozione di lui fosse ammirabile o ridicola.
Una sera egli s'infuriò, con uno di quegli scatti ciechi e improvvisi che sono proprii dei caratteri timidi. Loredana s'era trattenuta assai tardi e ritornava sola, a piedi, verso le Zattere, percorrendo calli deserte. Ella indossava la pelliccia, aveva una borsetta a maglie d'oro appesa al braccio, e le buccole di brillanti negli orecchi.
Adolfo le si avvicinò d'un tratto e le disse bruscamente:
— Perchè torni a quest'ora? Non pensi che ti può capitar qualche cattivo incontro?...
Loredana si fermò sbalordita a guardarlo; poi rise involontariamente:
— Sapevo che c'era lei, — rispose, — e che lei mi accompagna.
Egli si calmò subito; le si mise al fianco, e le disse con espressione lamentabonda: