— Toccato! — pensò Filippo. Quindi rispose: — No!

— Eppure, si ricorda quella sera che andai alla Fenice l'inverno scorso, con la mamma e gli zii? Lei era nel palco della Montegalda, che aveva un così bel diadema di brillanti sui capelli neri; e qualcuno mi disse che lei era innamorato della contessa. Io guardai attentamente e capii che avevano ragione.

— In ogni caso, — osservò Filippo, — tra innamorato e amante v'è un abisso.

— Oh sicuro! — esclamò Loredana con gravità comica. — Un abisso!... E lei, tanto timido, si spaventa degli abissi....

La fanciulla rise e Filippo la guardò. Non gli era mai parsa così bambina come in quell'ora, e tutta fresca, con la bocca sinuosa e ardente appena ombreggiata da una lievissima pelurie sul labbro superiore; e la luce che veniva dai grandi occhi scuri gli sembrò più vivida del consueto.

Prima ancora di riflettere, si chinò e baciò quegli occhi e quella bocca, mentre Loredana abbassava la testa, attonita e sommessa.

— Ciò che egli fa, è ben fatto! — ella pensò. — Ciò che egli fa, si può fare!

Loredana pensava in tal maniera, pure senza amare Filippo, e Filippo la baciava senza amarla. Ma ambedue con ogni sforzo avrebbero difeso quella loro strana amicizia, perchè sentivano l'un per l'altra una fiducia, che nessuno al mondo aveva mai loro ispirato.

Fu in quello stesso mese di gennaio che Filippo trovò un giorno la casetta in festa. Era l'onomastico della mamma e v'eran due o tre famiglie, recatesi a portar dolci e augurii alla buona donna. Intorno a Loredana, tutta vestita di rosa e lievemente scollata, stavano altre fanciulle, e alcuni giovanotti scherzavano con la piccola amica di Filippo, la quale rideva e si scaldava presso il caminetto, avanzando i piedini con una mossa non priva di civetteria.

Filippo guatò lo spettacolo. Tra quei giovani, uno fermò specialmente la sua attenzione, un biondo con occhi cerulei; si chiamava Adolfo Gianella, era impiegato in una banca e possedeva qualche po' di terra in provincia di Vicenza. Parlava poco, vigilava gli amici, ascoltava, serrando le labbra, i madrigali ch'essi rivolgevano alla giovinetta; e sopra tutto, pareva noiato e diffidente per la presenza di Filippo. Egli stava presso il caminetto, in piedi, di fronte a Loredana; e v'era nel suo atteggiamento muto un significato di padronanza e di protezione, che svelava in lui il fidanzato o almeno l'innamorato serio. Dai suoi occhi si sprigionò più d'una volta qualche occhiata cupida al collo bianco e perfetto di Loredana. Il contegno di Adolfo Gianella divenne a poco a poco tanto chiaro, che i suoi compagni smisero di corteggiare quella e si volsero alle altre ragazze.