— È dunque vero? — interrogò Emma.

— Una sciabolata così pesante, così piena, che lo ha sfigurato per sempre. Ne ho piacere: gli ha tagliato la faccia dall'orecchio al mento.... Vada, ora, a fare il bello con le donne degli altri! Ah, di Flopi e di me non può più dimenticarsi! Ne ho piacere, ne ho proprio piacere!

Emma non disse nulla. Si poteva perdonare alla giovane la ferocia di quel compiacimento per l'umiliazione d'un nemico insidioso.

— E oggi? — chiese dopo una pausa. — Il conte è sempre così triste?

— Stamane ha ricevuto una lettera anonima carica d'ingiurie sciocche, e ciò l'ha fatto ridere. Ma è un altr'uomo; conta le ore che mancano alla guarigione, perchè vuol partire; gli amici lo disturbano, è nervoso e irascibile; sembra abbia paura della città, di se stesso, di qualche cosa ch'egli medesimo non sa.

— Vuole partire? — ripetè Emma. — E dove andrete?

— Io non partirò, mamma! — dichiarò Loredana con calma. — Egli s'illude che io l'accompagni, ma ho riflettuto in questi giorni, e ci son troppe cose contro di me. Per causa mia ha perduto una grossa eredità, la sua famiglia vuole che sposi una contessina, e questa contessina lo ama. Vedi quante difficoltà che già esistevano.... Mi ha raccontato tutto il conte Candriani, una sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per leggerezza, ma ora comprendo che aveva il suo scopo; non me ne ha risparmiata una, per allontanarmi da Flopi; e oggi devo aprire finalmente gli occhi.

— E che cosa farai, Lori?

La giovane chinò il capo fissando a terra le piastrelle bianche e rosse, che un raggio leggero di sole illuminava dolcemente.

— Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi.... No, no, non ti spaventare, mamma! — disse con rapidità, vedendo che sua madre era diventata subitamente pallida. — Non lo farò mai, te lo giuro, non lo farò per te, e anche per lui.... Vi accuserebbero della mia morte; ho capito anche questo.