— Ascoltami, — interruppe Emma, che passatasi una mano sul volto andava rimettendosi dal primo impeto di paura. — Marta, la Serrantoni, mi ha detto che Adolfo Gianella ti segue ancora, e che un giorno vi hanno visti insieme, e che è sempre innamorato di te....
— È vero; quella pettegola sa tutto! — esclamò Loredana.
— Marta mi ha detto che è diventato buono, che ha perduto la sua alterigia stupida, — insistette Emma. — Ha compreso ch'egli ti trattava male, e insomma....
— E insomma ha cominciato ad ammirarmi quando sono scappata con un altro! — seguitò crudamente la giovane. — Ah, un bel marito sarebbe!...
Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema:
— Gli uomini sono tutti così!
Loredana alzò le spalle.
— Del resto, — disse, — è possibile che io viva a Venezia, moglie di Adolfo Gianella e a due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi, e che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre, tra di noi non è avvenuto nulla, e l'una è pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste condizioni, mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo?
— Hai ragione, — rispose Emma. — E che hai pensato dunque?
Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla mensoletta di legno scolpito la piccola figura di biscuit, una pastorella settecentesca con un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore nella destra che offriva.