— Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se sapevi.... che cosa pensavi....

— Che cosa penso? — cominciò Adolfo rapidamente, a bassa voce. — Di questa nuova storia? Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile che tu mi guardi con gli occhi sbarrati; so bene che non confesserai.... Il conte ti ha trovata con un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per la politica, no, non si sono battuti!... È dunque per gelosia.... Ma che gelosia! Quell'altro.... come si chiama?... il conte Candriani, veniva a casa tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro con lui.... Si capisce che cosa è accaduto: un bel giorno siete stati sorpresi, ecco, presi in trappola.... Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore simile; sei una viziosa senza pudore.... E mi domandi che cosa penso!... Mi maraviglio che tua madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore per il conte si capiva; dico, si poteva anche scusare; eri inesperta e lui una vecchia volpe.... Ma il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due uomini, due amanti! Come si spiega?

— Ora se la mangia! — pensò l'artista, che all'altro angolo seguitava a disegnare e a sogguardare.

Egli capiva che il biondo era invelenito, e non poteva afferrarne una parola. Gli occhi cerulei di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la faccia era divenuta pallida; pure, si conteneva, non alzava la voce, dicendo a frasi tronche, alla rinfusa, tutto quel che gli passava pel capo.... E Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto per lo spavento.

Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore per quella calunnia così lata, così precisa, così diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la teneva nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato fino alla cecità, non aveva alcun dubbio, non sognava nemmeno che l'accusa potesse essere tutta falsa.... Due uomini si battono per una donna; essa è l'amante dei due che se la disputano a prezzo del loro sangue; ciò è logico, epperò è vero; la verità non si discute.

— Forse per questo mi hai detto che ora vali più di due milioni? — seguitò Adolfo. — Non ho capito, allora, ma sotto quella frase doveva nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi.... E così, si sono battuti per te; sarai contenta!... Uno scandalo, uno scandalo!... Io mi seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene una; a casa non posso aprir bocca; mia madre ti chiama con certi nomi, e se ti difendo ridono di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei cugini, dicendomi che quando una ragazza si mette per una cattiva strada.... Insomma, io scapperò, perchè non voglio più vederti.... Ed ero ancor pronto a sposarti pochi giorni sono, perchè io, io solo ti credevo onesta, a dispetto di tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile, si scusava, si spiegava.... Ma ora; ora sei la favola di Venezia....

— Guarda che bel nasino e che bella bocca! — pensò l'artista, dando un'occhiata a Loredana. — E il biondo me la rovina con quelle sue prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato un tiro; te ne giuocherà degli altri, sta tranquillo.... È un tipetto capriccioso....

— Basta, basta! — interruppe Loredana sottovoce. — Ciò che ti hanno detto è falso, dalla prima all'ultima parola.

— Già è falso, — rispose Adolfo dopo un attimo d'esitazione, perchè la voce velata e lo sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso. — È falso; si sono battuti per la politica, non è vero?... Quello che ti dico io, è quello che dicono tutti....

— E che importa? È falso! — ripetè Loredana.