Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva a esprimerlo; si fregò la fronte, si passò la mano sul cranio, si guardò intorno senza vedere; finalmente si provò a ribattere:
— Anche se è falso, importa poco, perchè quando tutti la pensano a un modo, è come se fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere un ladro, per andare a spasso con lui e per tenergli l'amicizia non basta credere e anche sapere che è onesto; occorre un coraggio, che io non ho, perchè gli altri credono ch'egli è un ladro e io non posso essere l'amico d'un ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te, e Venezia intera parla di te come d'una ragazzaccia pericolosa; e che ci posso far io?... Del resto, qualche cosa ci sarà, non può essere inventato tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio nulla di vero, io ho la famiglia che mi rimprovera d'amarti e di seguirti, ho gli amici che ridono, ho il direttore della Banca il quale non vuole che gli impiegati frequentino donne cattive; e come faccio io a persuadere tutta questa gente che tu non sei una donna cattiva, dopo uno scandalo di cui si parla da tanti giorni e con tanti particolari in ogni angolo della città?... Non sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata, ecco; e le tue proteste si perdono nel fracasso, e oramai, qualunque buona e bella cosa tu faccia, non ti potrà giovare....
Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra e non la rimise sul piattello che quando l'ebbe vuotata.
— Ma allora, — disse Loredana con un brivido di terrore, — essere innocente significa nulla?
— Significa...., significa.... So io che cosa significa? — rispose Adolfo, il quale non s'accorgeva della sua crudeltà, sbalordito egli stesso per la bontà delle facili argomentazioni. — Ciò che importa nel mondo, è di essere creduto, a torto od a ragione; anche i miracoli non servono, se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla tua onestà.... Sarebbe meglio per te essere disonesta, veramente disonesta, e che tutti lodassero la tua virtù....
Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato alla brava, incorniciò nell'albo la testolina della giovane dai capelli a riflessi dorati; effetto di chiaroscuri che l'artista confrontò con l'originale, movendo il capo a destra e a sinistra, e tenendo a distanza il disegno.
— Se quell'idiota non finisce di tormentarla, — borbottò a fior di labbra, — a lui gli faccio la caricatura!
Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà di torturare quella ch'era stata sempre in suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno di calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente soddisfatto di veder la fidanzata d'un giorno ridotta senza difesa, ebbro di ferocia contro di lei e contro se stesso....
— E poi, perchè discutere la tua innocenza? Io non ci credo, via!... È possibile che tutta una città si rivolti, così per capriccio, contro una donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci fanno quelli che parlan male di te!... Perchè non parlan male di tante altre?... Io, vedi, quando mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi, mi metto a ridere; i pettegolezzi si fanno contro quelli che se li meritano; di me non si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio non parlare della tua innocenza, la quale, del resto, se anche fosse, non varrebbe una saetta, ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse determinate e precise? Che tutto è falso! Ma questo me l'aspettavo; non verrai mica a raccontarmi i tuoi amori, a me, che ti ho amata davvero, onestamente.... E avevi tanta paura del mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova.... E poi, devo aggiungere....
Loredana si alzò lentamente.