La conversazione era mutata; Paolino aveva rinunziato a dimostrare che le americane si possono distinguere a occhio, il Martellieri aveva finito la sua disquisizione etnografica; si parlava di pettegolezzi, del solito pettegolezzo che occupava tuttavia la città.
— Filippo, secondo me, — diceva Paolino Berlendi, — ha avuto il torto dei vecchi, il torto di mescolare molto sentimento alla sua avventura. Questa famosa Loredana lo ha stregato; dicono che sia molto giovane, ma dev'essere esperta negli intrighi amorosi.
— Che, che! — esclamò Nino d'Este, il quale non andava mai d'accordo con Paolino, pure essendogli amico. — Ha trovato un cucco, mi dispiace dirlo; e al posto di lei, qualunque altra, giovane o vecchia, avrebbe insaccato il povero Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti piace, Paolino, questa massima?
Paolino scosse la testa.
— Non mi piace, — rispose. — Io vorrei vedere questa famosa Loredana, per poter giudicare.
— Io l'ho vista, — annunziò il Martellieri. — L'ho vista più volte a teatro, con una certa megera tinta e ritinta, che mi pareva quella che si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza non vale nè più nè meno di tante altre; è giovanissima e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una a ogni svolta di strada.
— Che ne dici, Paolino? — esclamò Nino d'Este trionfalmente.
— Dico che il Martellieri di donne non se ne intende, — dichiarò il Berlendi. — Egli non si intende che delle donne della Patagonia.... Vorrei vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose troppo secco....
— Troppo secco! — ripetè Nino d'Este. — Che cosa vuoi dire?
Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi intorno; ma vedendo tutte facce amiche e familiari, seguitò: