— Vedi, laggiù? Quel paese che si spinge nel lago? Là, vuoi andare?
— No, — rispose Filippo. — Quello è Sirmione; noi andremo a Maderno o a Gargnano o più oltre, nel Trentino, a Riva....
— Che peccato! Dev'essere molto bello, laggiù.
— Vuoi? Se ti piace, io non ho nulla in contrario. Farà molto caldo, ecco tutto. Sirmione è grazioso. Manderemo a vedere se vi sono alloggi....
Mandarono a vedere; partì un uomo dell'albergo con la vettura; tornò dopo colazione. V'erano alloggi, modesti ma puliti, nell'unica trattoria del paese; si poteva tentare....
La cosa piacque molto a Loredana. In quel tempo, Sirmione non vantava ancora alcun grande albergo nè uno stabilimento di bagni. Vi arrivavano di tanto in tanto gli escursionisti, quasi tutti tedeschi, a visitar le grotte leggendarie di Catullo; mangiavano, ammiravano, ripartivano. Il piroscafo v'approdava una volta al giorno, se il tempo non era cattivo. Tutto questo, raccontato dal direttore dell'Albergo Reale, accese la fantasia della ragazza, che già pensava di vivere più anni in quella penisoletta con Filippo, lontani dal mondo e pur vicini, obliati e felici....
Nel pomeriggio, sotto un sole rovente, per la strada piana e bianca di polvere, gli amanti partirono in una carrozzella alla volta di Sirmione, seguiti da un baroccio coi bauli che avevano spaventato il conte Roberto. Quando giunsero al punto nel quale si lascia la strada provinciale per volgere a sinistra e inoltrarsi nella penisoletta, la fanciulla fu molto contenta. Dal balcone dell'albergo di Desenzano non avrebbe mai imaginato un paesaggio così bello. A destra e a manca, tra i rami degli ulivi e il fogliame degli alti pioppi, scintillavano le acque del lago riccamente turchine, immote nella accidia delle ore calde. È a un gomito di quella strada che s'incontra una casetta modesta, con uno svelto cipresso innanzi, e sotto si stende il lago irto per buon tratto di canne fragili; angolo pittoresco, riprodotto migliaia di volte da sapienti e da timidi pennelli.
— Andremo un giorno a vedere quei paesi laggiù! — disse Loredana, indicando i gruppi di case sulla sponda veronese. — Voglio veder tutto il lago.
— Ti piace? — domandò Filippo.
— Ah, immensamente! Sarò felice! — esclamò la fanciulla in un impeto di gioia, battendo le mani.