— Se non mi lasci dire una parola, mamma....

La contessa si rischiarò in volto e aggiunse con voce subitamente più calma:

— Hai ragione.

— Io non ti posso rispondere, per ora, intorno alla sorte della ragazza, — seguitò Filippo. — Fui travolto da un impeto di passione, ed è giusto che tu mi rimproveri la mia debolezza; ma appunto perchè la passione era ed è sincera, non posso risponderti circa l'avvenire che è serbato a me e a quella ragazza.

— Tu mi spaventi! — interruppe la contessa, levandosi in piedi. — Non ho mai udite parole così gravi dalla tua bocca.

— Gravi e leali, mamma, perchè non voglio ingannarti, — rispose Filippo, guardando sua madre con occhio tranquillo. — Ma devo aggiungere subito che comunque gli avvenimenti si svolgano, io non dimenticherò nè il nome che porto, nè i doveri che ho verso una fanciulla onesta e buona....

— E vai così, alla ventura, senza un'idea, senza la stessa percezione di ciò che fai? È deplorevole, è veramente deplorevole....

La contessa tacque; aveva udito, lontano, fin dalle ultime camere, un passo cauto e lento; indi a poco, sulla soglia comparve un valletto in livrea verde scura, e s'inchinò.

— Pranzi in casa, Flopi? — disse con voce mutata la contessa. — Dammi il braccio. Stasera siamo soli.