— No, è la mamma, la mia mamma! — esclamò gioiosamente Loredana.

La Teobaldi fece un inchino alla signora De Carolis, che la squadrò con un'occhiata, non rispose al saluto, ed entrò nell'albergo, seguita dalla fanciulla.

Quando giunsero alla camera di Loredana, Emma, appena varcata la soglia, si volse e chiuse l'uscio a chiave.


XIII.

Quella era la camera che aveva visto e tutelato gli amori di Loredana con Filippo; tra quelle pareti s'era svolto il dramma eterno della fanciulla che si tramuta in donna; e forse ogni oggetto, ogni mobile, ogni ninnolo conservava un ricordo, aveva un significato pei due amanti.

Emma De Carolis gettò uno sguardo a sua figlia, e disse bruscamente con voce secca:

— Sono venuta a prenderti.

Loredana, la quale era in piedi, ancora col cappello in testa, non potè frenare un sussulto, e ripetè:

— A prendermi?