— A prenderti, — annunziò Emma di nuovo. — A prenderti e a condurti a casa. Credi che sia venuta qui per assistere a questo scandalo, a questa vergogna? Su; levati codesto abito, metti il tuo vestitino nero; fa presto, perchè non abbiamo tempo da buttar via.

Loredana, udendo quella rampogna espressa con voce fredda, decisa, che non avrebbe attesa mai da sua madre, diventò pallidissima e si appoggiò allo schienale d'una sedia. Non comprendeva ancora bene, ma intuiva oscuramente che il suo amore era finito, spezzato, cancellato per sempre.

— Véstiti, — ripetè Emma. — Fa presto.

La fanciulla le si avvicinò, ma non osò stendere le braccia, per attirarla a sè.

— Mamma, — disse, — che cosa avviene?

Si passò una mano sul viso, come per fugare una nube che le avesse ottenebrato la vista; e seguitò:

— Mamma, non comprendo....

— Lo so; lo so, che non comprendi, — rispose Emma. — Obbediscimi; va a vestirti; ti spiegherò tutto, dopo.

— Ma dove andiamo, mamma? — esclamò Loredana, stendendo le mani quasi ad implorare.

— Dove andiamo? A casa; torniamo a casa nostra, a Venezia.