—Non è vero?—esclamò Emilia, arrestandosi un attimo.—Essa è uscita dal letto, passeggia, si nutre volontieri; sta proprio bene…. Come potrebbe riammalarsi?…

Cesare lanciò alla donna uno sguardo non visto. Quella fede assurda, quell'inganno puerile, in cui Emilia cadeva, pel solo indizio che i moribondi giacciono a letto e Roberta era in piedi, commossero l'uomo, il quale sapeva l'avvenire. Trovò dolce essere assurdo a sua volta e negar l'evidenza, come una sfida al domani…..

—Non dubiti,—soggiunse,—è certo che altre crisi non si presenteranno.

—Anche il dottor Noli me lo ha fatto sperare…. Sarebbe così terribile!—mormorò Emilia, rivedendo con la memoria la giornata di sangue.—Abbiamo tanto sofferto, l'ultima volta!… ed io ho accolto Lei in un modo abbastanza strano,—aggiunse mentre sorrideva quasi umilmente.

Oh sì, in modo strano; lo pensava anche Cesare, il quale per l'abitudine di ricercar le cause, da qualche tempo andava studiando le ragioni che lo avevano indotto, a frequentare la casa delle due sorelle; e aveva creduto trovarne una, nella orgogliosa necessità di farsi ben conoscere, di mostrarsi migliore di quanto egli non fosse, poichè ancòra gli stillava nell'animo la ferita dell'ingiusta diffidenza.

Ma pronunziò sùbito alcune frasi comuni, per rassicurare Emilia sulla impressione di quella accoglienza; ed egli stesso in fondo all'animo sentiva una curiosa tenerezza per la ruvidità inabituale, che la donna aveva mostrato nel terribile giorno di paura e di sollecitudine.

—Roberta è tutta la mia vita,—ella disse.—Quando non vi fossero tra me e lei così stretti vincoli di parentela, basterebbe la delicatezza della sua salute per rendermela cara, preziosa…. Per ciò, ho diritto a sapere, come una madre; ho diritto a non essere ingannata pietosamente.

Ancòra la franchezza delle parole piacque al Lascaris, quantunque fosse ben lungi dal riconoscere quel diritto, o almeno la necessità di obbedirgli.

Ella taceva, guardando alcune donne, le quali andavano a rivendere, con un canestro di pesce o di frutta sulla testa; due carri uno dietro l'altro, a quattro o cinque cavalli in fila, romoreggiavano pesantemente, e nella discesa il freno guaiva sui toni più striduli. Cesare approfittò dell'attenzione ch'ella prestava allo spettacolo caratteristico, per osservare con qualche agio la sua compagna.

Appariva tranquillamente superba di bellezza; irradiato dal senso di equilibrio ch'era in ogni cosa intorno, il volto calmo aveva particolari squisiti: gli occhi grigi a mandorla ornati di ciglia lunghe, il naso diritto con piccole narici, la bocca purissima dalle labbra vive.