Roberta scoppiò a ridere.
—Ha rotto il suo astuccio da sigarette,—rispose.—Null'altro….
Poi, più tardi, in casa, non potè trattenersi e narrò ad Emilia la sua menzogna.
—Sono vere sciocchezze,—osservò la donna bruscamente.—Quale intimità abbiamo noi col signor Lascaris per prendercene giuoco? E perchè inventare una storia di genere così delicato? È orribile, che tu non possa vivere un giorno senza dire una bugia, a qualunque costo, al primo venuto….
Parlava con voce un po' alta, mentre andava preparando alla sorella una tazza di cioccolata di cui Roberta aveva abitudine; ma le sue mani tremavano, e con un movimento maldestro rovesciò la tazza di porcellana e la ruppe.
Per la prima volta, Roberta ebbe a pentirsi quel giorno d'una sua favola; perchè Emilia andò a rinchiudersi in camera e non si mostrò fino all'ora di pranzo. Roberta non l'aveva mai vista così agitata: fosse imaginazione o realtà, le parve che la sorella avesse pianto.
VII.
Si arrampicò per il monte dietro il paese, dove la straducola mancava del muro, e apparivano, come da uno squarcio, le acque, il paesaggio, il verde, il grigio.
Là, Cesare sedette; restò a guardar lo spettacolo fantastico, in una posa d'attenzione totale, sdraiato sopra un piano d'erba, all'ombra d'alcuni folti ulivi.
E lo spettacolo era così raro, che l'uomo ne fu per qualche istante tutto assorbito, e cominciò a osservar da lontano, avvicinandosi con lo sguardo a poco a poco fin dov'egli si trovava.