Nessuna delle donne al suo passaggio aveva sollevato la testa a lanciarle gli sguardi invidi, che nella realtà le dilaniavano le carni. Il silenzio e la penombra incombevano dovunque.
Su, a capo della scala, s'era trovata a seguire un essere bizzarra, nè maschio, nè femmina; il volto era infantile e le membra, come fuse nel bronzo, erano glabre, neutre.
La strana guida l'aveva condotta in una sala marmorea, radiosa di luce…. (Emilia soffriva ancòra la sensazione del marmo freddo sotto i piedi)…., impregnata di fragranze le quali per un attimo le avevan dato le vertigini…. Un largo bagno tepido, più limpido del cristallo, si apriva nel mezzo…. Emilia v'era accorsa, vi si era tuffata: l'acqua emanava globi d'odori floreali e mormorava discreta intorno al corpo della donna.
Allora la strana guida accosciata presso la vasca aveva dato principio a narrare le voluttà che aspettavano Emilia.
Quali parole!… Non mai Emilia ne aveva udito di simili…! Quella bocca dalle labbra piatte, dai denti aguzzi, sprigionava un fiume incandescente, soffiava un vento infuocato, così le imagini erano procaci e le parole schiumanti di lascivia…..
Ritta nell'acqua, la quale giungevale poco oltre i fianchi, e con le braccia stese ai due lati della vasca, Emilia ascoltava: il liquido mormorìo era cessato, ma salivano ancòra i globi di profumo; la donna aveva conservato la sensazione del suo corpo lentamente preso da un tremito di concupiscenza, e degli occhi dilatati quasi ad afferrare le imagini fluenti dalla bocca del neutro narratore…. Che cosa egli prometteva? Che cosa raccontava? A chi era ella destinata, a quale non comune Iddio di libidine inesausta?
Il viso di lei doveva essere purpureo di vergogna, mentre il suo corpo si dibatteva sotto la scudisciata delle cùpide visioni; più volte l'aveva scossa l'impeto di balzar dall'acqua e di fuggire; ma la curiosità di quella facondia sensuale la tratteneva, con le braccia spalancate e le mani ferme ai due bordi della vasca…. Se il suo sguardo vagava, sotto di sè ella poteva veder nel liquido cristallino il riverbero del seno, del collo, del viso, dei capelli diffusi per le spale; e si sorrideva, e socchiudeva le labbra ad ammirarsi i denti piccoli ed eguali.
Le parole soffiavano intanto sopra la sua testa, fischiava il vento infiammato delle promesse lascive.
E come avviene nei sogni in cui la personalità non è morta intera, Emilia si diceva: «Ora, tutto sparirà; ancòra un poco e potrò risvegliarmi e rientrar nella vita; dopo questa tortura, tutto sparirà.»
Invece la forma umana che parlava, l'aveva afferrata intorno al busto, le aveva passato sul petto, sulle reni, una mano accorta comunicandole brividi inenarrabili, con una carezza nuova, con uno sfiorar di piume sulla vibratile colonna nervosa; onde a poco a poco entro le vene ella aveva sentito scorrere non sangue ma lava, e dalla bocca le erano sfuggiti singulti di desiderio…. Era balzata infine dall'acqua, le membra asciutte quasi per magìa e odoranti un balsamo più intenso dei profumi che esalavano dal bagno…. Pronta per l'amore, era uscita, s'era ritrovata presso la gran porta chiusa, al sommo della scala ricoperta di tappeti doviziosi e di femmine o seminude o nude.