Sorrideva, d'un sorriso decisamente sciocco; ma non sorrideva con lo sguardo, irresoluto, fuggevole; e il piccolo corpo secco e magro della femmina pareva allungarsi; e il collo s'allungava di certo, aiutando la voce senile che fischiava il polifono dialetto ligure.
—Una notte, perfino, mio marito è dovuto scendere a vedere…. Nero abbaiava…. Come abbaiava forte!… Ma sapeva perchè…. C'era qualcuno in giardino….
—Qualcuno, di notte?—esclamò Roberta.—Chi, dunque?
—Eh, qualcuno!—ripetè l'altra, seguitando il suo ghigno melenso.
—Un ladro, un vagabondo, senza dubbio….
—Eh no, un ladro…! Qualcuno, insomma…. Basta: quando Nero abbaia, sa perchè….
Ma Roberta, guidata da una bieca luce improvvisa, aveva voluto sapere, aveva insistito, per combinar la data del trascurabile episodio con un certo suo ricordo, esso pure, fino a quel giorno, trascurabile.
Poi, avvistasi della curiosità feroce cui si dava in pascolo, sentì una nausea violenta, troncò l'interrogatorio, gettando alla femmina un involto che le aveva portato. E non essendo riuscita a definir tuttavia se la fanciulla avesse compreso o non avesse avuto bisogno di comprendere, la femmina aveva allora tentato il colpo maestro, fingendo l'ingenuità:
—Se la Signoria Vostra ci mandasse il fidanzato di sua sorella….
Roberta uscì rapida in giardino, entrò in casa, risalì nella sua camera.