Sei tu, felicità,
passata a me vicino...
— Quante cose..., mormorò ancora Eva. Quante cose dice questo valzer... Non sentiamo tutti, in certi momenti, che forse la felicità ci passa vicino e che non sappiamo arrestarla e dirle come il nostro Goethe all'attimo fuggente: «Fermati, sei bella...»
— E' vero... E' vero..., mormorò Pierino che di Goethe conosceva appena il Mefistofele di Boito.
— La vita è così, continuava Eva. Si va, si viene, si arriva, si parte, ci si incontra... E poi... E poi un giorno, forse, ci si sospira:
Sei tu, felicità,
passata a me vicino...
E canticchiava, coi violini delle «dame viennesi».
— E' il mio valzer, il mio valzer! ridisse poi quando la sua vocina non potè raggiungere l'acuto. Ricordo la prima sera che Lehar lo suonò a casa nostra... Se ci ripenso, mi sento ancora gli occhi umidi di lacrime... Ah, la vita...
Poi, senza transizione: