— No, signorina.

— Avete allora un'amante?

— No, signorina.

E Pierino, cortese, si credette in dovere di diventar rosso per lei. E più diventò rosso, anche per sè, quando sentì il peso del braccio di lei sul suo braccio farsi più grave e sempre più lungo, sempre più lungo. E, poichè temeva di far sfigurare gli Italiani, Pierino si credette in obbligo di rispondere a quel peso con una piccola stretta, leggera, che poteva anche sembrare involontaria, ma che volontariamente invece gli fu sùbito restituita.

— Rimarrete a Vienna qualche tempo? chiese a voce bassa la signorina Eva...

— Oh sì, signorina... E come potrei ripartire?

Non chiese la signorina Eva ulteriori spiegazioni. Mormorò solamente:

— Potremo rivederci spesso, così...

E poichè il valzer di Lehar riprendeva, tornando indietro verso le illuminazioni dei restaurants e appoggiandosi al braccio di Pierino come se fosse tanto stanca, tanto stanca, ella ricominciò a cantarellare con gli occhi fissi lassù alle stelle del carro di Boote:

Sei tu, felicità,