passata a me vicino...
Poi, scoppiando a ridere, esclamò:
— Il mio valzer... Il «nostro» valzer...
E, lasciato il braccio di Pierino, giunta al confine tra il bosco d'amore e il Prater mondano, corse via verso la tavola di suo padre e dei suoi amici...
L'oscurità concilia, dicono, i più profondi pensieri e Pierino non pensava infatti profondamente che al buio. Così quella sera, quando fu a letto ed ebbe spenta la luce elettrica, questo pensiero gli apparve come una rivelazione: «Ma se in tre ore ho fatto già tanta strada, io in trenta giorni me la sposo...» Non poteva veramente aspettare un mese perchè il suo tavolino di vice-segretario di terza classe alle Poste lo attendeva. Ma se ne rideva di quelle centocinquantadue lire se il valzer di Lehar, se quel delizioso Sei tu, felicità... doveva regalargli il milioncino della signorina Kramer e la villa in Carinzia.
Ma Pierino era prudente e, nella prudenza, diffidente. Gli sembrò che gli Dei gli fossero troppo clementi nel fargli trovare tre ore prima il maestro Kramer e tre ore dopo una mogliettina d'oro bell'e pronta. Lì, a occhi chiusi, si rivedeva davanti l'herr major Hampfel ne sentiva ripetere il nome, riudiva le parole di Eva: «Il marito della mia migliore amica... Beato lui!... Verrà a Roma, attachè militare della nostra Ambasciata...» Rivide anche il malumore del maestro Kramer all'udire quel nome ed il sorriso di complicità con cui la signorina galiziana rispondeva agli sguardi interrogativi di Eva. Tutti questi ricordi oculari ed auriculari turbavano un poco la gioia che gli inondava il cuore... Se quel major Hampfel... Se la signorina Eva... Il marito della sua migliore amica... Ed il major Hampfel veniva a Roma... E Pierino era italiano e risiedeva proprio a Roma... Era, intuito, intravveduto, accennato appena, il romanzo, l'intrigo, il dramma, l'occasione propizia offerta dal caso per riparare a Roma ciò che a Vienna s'era imprudentemente guastato... Ma Pierino, che era ottimista, scosse quei pensieri neri e si disse: «Come siamo curiosi, noi Italiani... Romantici tutti!.... Vediamo sùbito il dramma e il romanzo anche dove c'è semplicemente l'idillio... Che vuol dire se quest'idillio è stato troppo rapido?... L'ho forse inventato io stasera il coup de foudre?»
E, per tornare a pensieri leggeri, aveva riacceso la luce elettrica e, a piedi nudi, in camicia, era andato a porsi davanti all'armadio a specchio. Che c'era poi di tanto strano in quel coup de foudre? Non poteva egli sprigionar d'improvviso l'elettricità di un cuore femminile? Era lì, nello specchio... Si guardava spassionatamente, come si trattasse di un altro... Era, dopo tutto, un bel ragazzo... E non c'era nulla, proprio nulla di strano...
— Avanti!
Sopra pensiero aveva risposto avanti... non riflettendo che così, in camicia, non era in condizioni da ricever visite a quell'ora. Ma già una graziosa cameriera bionda, che non era più l'ungherese della sera prima, era entrata portando una bottiglia d'acqua che Pierino non ricordava affatto d'aver richiesta. Anzi, poteva giurarlo...