E, volgendosi a Fiorvante:
— Lei vada. È libero. Mi lasci col signor Ardea.
E, appena Fiorvante è uscito, il Capo è davanti ad Ardea piantato e gli batte una mano su la spalla:
— Ragazzo, ragazzo, che follìe sono queste?...
E Ardea balbetta:
— La follìa di un'ora, signor Comandante... Un cieco furore di gelosia...
La commozione lo vince e cade piangendo sul divanetto del Comandante, la testa fra le mani. Questi lo guarda, muto, immobile, diviso fra il sentimento della pietà e il senso della disciplina, l'uomo e il soldato...
E la voce di Ardea implora:
— Mi faccia ottenere, signor Comandante, un altro imbarco, lontano da qui, lontano da una donna che amo, che ho amata troppo tardi quando non ero più in tempo per esserne amato ancora...
Il soldato vince su l'uomo in uno sforzo di volontà: