L'AMICO

Ch'era lei, la luna....

PIERROT

Ch'era lei, la luna. Chi me l'aveva detto? Nessuno. L'infallibile istinto del viaggiatore celeste che prodigiosamente si orienta da sè in quell'itinerario aereo senza indicazioni d'un Touring-Club stellare. È anche vero che qualche cosa, vedendo tutti aver l'aria felice mentre nel mondo che avevo abbandonato tutti hanno l'aria piagnona, qualche cosa mi disse entro di me: «Gente felice?... Questo è certo il mondo della luna....» Ed era, infatti, così. Ma la padrona di casa era a passeggio e un gentiluomo della sua corte mi indicò laggiù, su la Via Lattea, la sua carrozzina d'argento tirata da cento pariglie bianche di minuscoli cavalli.

L'AMICO

Sorvola sui particolari. E va al sodo. Hai dunque visto la luna?

PIERROT

Sì, al suo ritorno, quando discese, in fondo alla gran scala d'argento, dalla sua carrozza foderata di seta bianca in cui la luna staccava come una perla sul suo candido astuccio. Oh, che bella signora, amico mio.... Che cos'è mai Colombina al suo confronto? Un mostricciattolo.... Bella, bella, divinamente bella, e bianca, bianca, infinitamente bianca.... E quando salendo mi passò vicino mi riconobbe: «Oh, tu qui, Pierrot?...».

L'AMICO

Ti conosceva?