54.
Fuori i cancelli di legno della Residenza i cavalli aspettano per Fiorvante e per la sua scorta. Il suo bagaglio è già partito, sui dorsi dei muli. Il Residente è andato a prepararsi per accompagnar Fiorvante a cavallo per un tratto di strada. I servi cinesi son già tutti venuti a inchinarsi all'ospite che se ne va. Fiorvante e Maud sono soli. E tende Maud un'ultima volta le mani a Fiorvante:
— Addio... Addio... Non potrò mai... mai dimenticarvi...
Profondamente commosso, legato a lei da così grande riconoscenza, preso d'amore per lei fino al grado d'una tentazione cui è possibile resistere, ancora una volta Fiorvante le bacia le mani. Ed ella dice, ancora:
— Nulla... Nulla ho più nella vita, poichè voi partite e poichè questo mio grande sogno è impossibile...
E quando Fiorvante, chiamato esce per partire, ancora la voce commossa di lei gli dice:
— Non potrò mai dimenticarvi... Lontana migliaia e migliaia di leghe sempre vostra rimarrò nel sogno... poichè questa gioia, nella realtà, non mi fu data...
E quando i cavalli partono Fiorvante vede ancora — e sempre vedrà — il fazzolettino bianco che lo saluta e, di laggiù, un attimo, prima di svoltare, prima di scomparire, la bianca figurina dell'innamorata che si rovescia a terra fra i servi che accorrono...
55.
Mentre con la nave del ritorno Fiorvante, diviso il cuore e il pensiero fra due continenti, traversa in lunghe ed eguali giornate gli eguali oceani, Mimì, nella casa ove l'aspetta, dice ad Ardea, che ancora tenta di stringerle una mano e di riprenderle il cuore: