PIERROT

Hai ragione.... Perdonami.... Tu ragioni a fil di logica ed io son qui pronto ad ascoltarti,..

(E, felice di poter mentire e di ricuperare nella bugia la gioia di sentirsi creduta, Colombina, seduta ai piedi di Pierrot, le mani nelle mani, gli occhi negli occhi, comincia a spiegare, a raccontare....)

COLOMBINA

Non ti ho mentito mai.... Il giovane che mi seguiva l'altra mattina è un parente d'una mia amica e m'aveva raggiunta appunto per chiedermi notizie di lei.... Il merlettino che tu hai trovato nel comò me lo ha regalato quella mia stessa amica, per il giorno della mia festa, ed io avevo dimenticato di fartelo vedere.... Il ritratto di militare ch'era fra le mie camicie, te lo giuro, è capitato lì non si sa come.... Io non lo conosco, quel militare.... Giurerei che è il fidanzato della stiratrice.... E, quanto a questa notte, non credere che io sia andata in giro per i caffè a divertirmi o a ballare.... Ero in casa della zia e alle nove ero già a letto....

(Mentr'ella parla così, Pierrot vede ancora nella massa dei capelli di Colombina qualcuno di quei pezzettini di carta colorata che piovon nei caffè e nei teatri nelle sere di Carnevale. Vorrebbe prenderne qualcuno per farglieli vedere e smascherar subito la gran bugia. Ma ripensa al clown di Banville, al trampolino per le stelle, al sogno nella luna, alla piccola e miserabile verità della terra.... E ride.... Ride per non piangere, come fanno i bambini, le donne e i poeti.... E vede lì accanto il libro delle Odes funambulesques.... Lo riapre. Rilegge i versi):

Plus haut! Plus loin! De l'air! Du bleu!

Des ailes! Des ailes! Des ailes!

(E si rialza ridendo Ali, ali, ali... E per andar dove? E pensa a Totò, marito sedentario, pacifico commendatore, seduto nella sua poltrona accanto al fuoco, i piedi nelle pantofole, intento pazientemente a far versi pazzi nella sua tranquillità borghese ed a cercar rime rare tra le rime obbligate della sua vita d'ogni giorno.... E ride, ride, ride di sè, di Totò, di tutti i poeti, di tutte le poesie... Così ridendo prende il libro delle Odes funambulesques e, aperta la finestra, lo scaraventa giù nella strada. Poi rivà di corsa da Colombina interrotta nelle sue spiegazioni e, ritornato a sedere, prima la bacia e poi l'ascolta: cioè fa prima la cosa necessaria e poi la cosa inutile E Colombina, ostinata riprende la matassina delle sue bugie che Pierrot, ridotto oramai ad essere come tutti, ascolta con aria serena e credula, come fossero sacrosante verità).

COLOMBINA