Colombina diceva il contrario.

PIERROT

Colombina ha sempre mentito.

L'AMICO

E tu non le hai mentito mai?

PIERROT

Mai! E, senti, se vuoi rimanermi amico, se tu vuoi che non ci guastiamo, non mi parlare mai più di Colombina. È morta, sepolta, dimenticata, cancellata, dileguata, volatilizzata, polverizzata, annientata, finita, sparita, svanita, allontanata, liquidata, volata, sfumata, centrifugata. Con l'ultimo giorno di carnevale la sua maschera è caduta. E domani è Quaresima. Il magro tempo quaresimale consiglia raccoglimento e meditazione, severi studii di metafisica e di filosofia. Dimenticherò nei numeri i suoi innumerevoli sorrisi e andrò a dormire, ogni sera, con un filosofo nuovo. I suoi innumerevoli sorrisi... Quanti ne aveva! Uno per prendermi e uno per lasciarmi, uno per deludermi e uno per illudermi, uno per mentirmi come se fosse vero e uno per dirmi la verità come se fosse una bugia, uno per fingersi schiava e uno per farmi vedere che era padrona, uno per darmi il suo cuore per sempre e uno per riprenderlo dopo un'ora... Ah, li conosco tutti, oramai, e non possono più farmi male... Del resto nulla oramai può più farmi male... Conosco le donne, gli uomini, i parenti, gli amici, i ricchi, i poveri, i sapienti, gli imbecilli, me, te, il mio vicino e quello che mi sta di rimpetto... Bella roba, tutta quanta, in verità... Ah, che orribile mondo, questo, dove tutto è illusione, menzogna, inganno, miraggio, vanità... Colombina, e tutte le donne, mi hanno mentito... Tutti gli amici mi hanno tradito... Tutte le illusioni se ne sono andate via per la finestra quando la realtà è riuscita a entrare dalla porta... Tutte le speranze sono andate in fumo su per la cappa del camino, quando ho cercato di scaldare al loro fuoco il mio povero cuore intirizzito... E bisogna star qui, in questo mondo stupido e vile, qui ad aspettare quello che non viene, a desiderare quello che nessuno può darti, a cercare quello che non c'è... Ah, andarsene, andarsene, andarsene... Via, via, lontano, lassù, lassù, dove non arrivano gli aviatori, dove non arrivano neppure gli uccelli, nell'etere, dove a quest'ora, nella sera serena, s'accendono le stelle, dove la mia parente, la luna, s'affaccia ogni tre settimane, ride a vedere quanto siamo stupidi, gonfia tutta la faccia a furia di ridere e poi si sgonfia e se ne va... Guarda...

(Prende su la scrivania il libro su cui è gettata la maschera. Sono le Odes funambulesques di Théodore de Banville. E mostra il libro all'amico, poi cerca una pagina segnata).

L'AMICO

Che libro è quello?