E Claudio, ridendo:
— Ma sì... ma sì... Vi adoro.
E col grembiulino le asciuga gli occhi, e poi la stringe forte — un po' troppo forte: ma se ne accorge dopo... — la stringe forte forte al cuore... Infine, quando la bambina è calma e il suo pianto non è più che un leggero affanno senza lacrime, Claudio siede al tavolino e prende un foglio di carta:
— Scriverò a Grazia affinchè venga oggi...
E scrive. Dietro di lui è Rosetta che lo segue con l'anima straziata. Claudio ha scritto e leva il foglio per piegarlo e chiuderlo nella busta:
— No!...
E la mano di Rosetta, da dietro le spalle del musicista, ha afferrato la lettera... In un attimo è già in cento pezzi... Claudio è balzato in piedi... Non è più sul volto di Rosetta un corruccio di bimba: è un tormento di donna... Ed esce dalle sue labbra convulse il grido della sua gelosia:
— Sempre lei, lei, lei...
E, folle, disperata, senza più saper che cosa faccia, getta sul volto di Claudio, con violenza, i pezzettini della lettera lacerata. Poi prende la sua sciarpa e ne avvolge la testa. Fugge. È già su la porta. Claudio, inchiodato dallo stupore, è fermò lì, alla scrivania. Rosetta si volge. Lo guarda ed esita un istante. Poi corre a lui e gli cade in ginocchio davanti:
— Perdono!