L'AMICO

Son belli, questi versi. Ma il tuo poeta è pazzo. Chiede e sogna l'impossibile. E non si può, quando si è stanchi del mondo, saltar nelle stelle. Si può saltare dalla finestra e fracassarsi in istrada la noce del collo. L'uomo non può saltare più in là di due metri dalla sua finestra.

PIERROT

Ma questo appunto vuol dire esser poeti: sognare l'impossibile, cercare nell'irreale il compenso del reale, metter nella vita quello che non c'è, dare agli altri ciò che non hanno, aver le fate dentro un rimario, i maghi nel calamaio, la bacchetta dei miracoli nella matita, l'orchestra del paradiso in una conchiglia, l'oceano nella vasca del tuo giardino, il cielo nel rettangolo della tua finestra, tutto il mondo negli occhi d'una fraschetta come Colombina e un pubblico immenso, per ammirarti, nelle orecchie d'uno scemo come te.

L'AMICO

Grazie tante.

PIERROT

E, avendo tutto questo, andarsene, senza muoversi di qui, volar nelle nuvole coi piedi in terra, correre il mondo nella propria camera, dominare i popoli essendo soli, giuocar coi secoli per pochi anni, viver mille vite senza averne una ed aver tutto conosciuto senza aver mai visto nulla. E vorrei anch'io stasera, perchè non ho un soldo, perchè i miei versi nessuno li stampa, perchè nessuno mi vuol bene, perchè nessun amico mi capisce, perchè gl'imbecilli vanno in carrozza ed io vado a piedi, perchè Colombina mi ha lasciato per andare a cena col vecchio barone che la protegge, vorrei anch'io stasera, come Banville, toccar la bacchetta magica della fantasia, mutar questa bianca casacca con l'abito ad aereostato del clown, fatto apposta per salir su, su nel cielo e, uscito sul tetto di questa casa, trovare il gigantesco trampolino e spiccare il salto verso le stelle... E una volta raggiunti quei mondi nuovi, trovar tutto quello che quaggiù mi manca, l'amore, l'amicizia, la verità, la gloria. Trovar lassù la donna che non mentisce, l'amico che non tradisce, la realtà che non delude, la verità che non uccide, la gloria che non deride... Trovar lassù, nelle stelle, il mondo dei poeti e della poesia, i giardini sempre in fiore, i cieli senza nuvole, i mari sempre azzurri, il sogno senza risveglio, il trionfo senza nemici, l'amicizia senza invidie, l'amore senza sospetto, il possesso senza dubbio, il sorriso senza lacrime, la terra senza putredini, il bene senza male, la vita senza morte, il volo senza caduta, il sole senza tramonto, e, soprattutto, io che della menzogna ho sofferto e per la menzogna ho spasimato, io che la menzogna ho sentito, viscida e sfuggente, in ogni cosa del mondo, soprattutto, amico, io vorrei trovarvi soprattutto il bene dei beni, la gioia tra le gioie, quella che è la mia sete inestinguibile, il martirio famelico dell'anima mia: la verità, la verità senza veli, finalmente...

(Nell'esaltazione Pierrot s'è commosso. E ora è li, abbattuto su la scrivania, il volto sulle braccia ripiegate a fargli da cuscino. Ora non nevica più. Il cielo è nero. La notte è fonda. L'amico s'è levato ed ha acceso nella soffitta una piccola lampada senza luce che si contenta di far dell'ombra, un po' di penombra. Accesa questa e la pipa, l'amico viene, avvolto nel mantello, a batter le mani su le spalle di Pierrot).

L'AMICO