— È carino, molto carino... Proprio come nel Cyrano...

Un pensiero la ferma a questo richiamo; e, levato un ditino in aria, Rosetta sorridendo ammonisce Grazia:

— Ma bada: Cirano amava anche lui Rossana...

E a queste parole Grazia scoppia a ridere, a ridere, a ridere...

— Ma io non amo Claudio... E appunto per questo Cyrano non c'entra...

S'ode laggiù lo stridìo d'un cancello che s'apre.

— Va... È lui.

Rosetta è volata sul balcone. Guarda nell'ombra. Ascolta gli echi dell'ombra. Grazia è rigida, appoggiata allo stipite, la morte nell'anima e l'impassibilità sul viso.

Nel giardino Claudio avanza, cauto. Scricchiola, leggero, il suo passo su la ghiaia. Tende sempre più, Rosetta, l'orecchio... Ora il passo è più vicino, sempre più vicino, riconoscibile... Sì, è lui... E Rosetta rientra per avvertire Grazia.

— Eccolo!... Eccolo!