LVII. TUTTA LA VITA IN UN'ORA.
Sono seduti in giardino, Grazia e Claudio, sotto un chiosco dove c'è una tavola apparecchiata con una bottiglia di champagne e una guantiera di biscotti. Su un altro vassoio è una torta di Ragueneau su cui è scritto, a lettere di cioccolata: «Claudio e Rosetta». La tavola è illuminata da un piccolo candelabro con due candele la cui poca luce è ancor più abbassata da due paralumini di seta viola. Ha tutto ben preparato, Grazia, per la sua ora d'illusione... E sembra che solo il caso abbia operato... Tutto è andato così semplicemente, con tanta naturalezza...
Mentre Claudio era trattenuto all'interno dai Guasconi che volevan cantargli — che cani! — la loro ballata, Grazia, uscita in giardino, ha incontrato Rosetta che saliva, mandata da Claudio, a cercarla... E Grazia ha sùbito proposto la commedia all'ingenuità fiduciosa della bambina:
— Su, mentre aspettavo che Marcello si addormentasse, m'è venuta un'idea stupenda. Barattare i nostri domini: io prendo il tuo, bianco, tu prendi il mio, nero. Claudio mi vede, mi crede te ed io gli parlo, gli parlo di te e dell'amor tuo, direttamente, come non è mai stato possibile. Crederà di parlare con te ed io potrò così interrogarlo come tu non l'hai saputo mai interrogare... Potrò meglio, molto meglio, conoscere in un'ora quello che dovrà essere tuo marito per tutta la vita... Ti pare?
Veramente a Rosetta tutto ciò non pareva estremamente necessario... Ma, se Grazia lo dice... Lo dice e insiste:
— Bada. È bene, è necessario anzi che io gli parli così... Quante cose del suo carattere e della sua vita potrò sapere, utili per la tua felicità...
Poichè Rosetta non è una stupida, un dubbio è passato nel suo cuore. Ma ci ha ragionato sopra... E che ragione potrebbe aver Grazia? Non è stata lei a fare il loro amore, non è stata lei a fidanzarli, non è lei la creatrice della loro felicità?... E quale altro scopo, se non quello di fare il suo bene, potrebbe ella avere?...
E lì, dietro un cespuglio, han barattato i domini, ridendo, come in un giuoco, come per una burla divertente. Rosetta ha detto:
— Ma, dopo, glielo diremo... E sai come rimarrà Claudio... Oh che ridere... E come ci divertiremo!
E Grazia, allacciando gli ultimi nastri, ponendo sul volto le maschere, quella di velluto e quella del suo sorriso: