— Oh sì, certo... Ci divertiremo!...
Il resto è andato benissimo... Uscendo dalla sala coi Guasconi — con le orecchie lacerate da quei cani, pieni però, poveretti, di buona volontà — Claudio ha incontrato il domino bianco, la sua Rosetta... E Grazia ha guidato i suoi passi fin là, al chiosco, dove sono entrati per sedersi e per bere... E ora Grazia, bevuto lo champagne, è lì ad ascoltare Claudio che le parla d'amore, è lì, stretta nelle sue braccia, abbandonata su lui, quasi tutta rovesciata indietro — per evitar la luce quanto più è possibile — e tutta l'anima è tesa, tutta la vita è chiusa in quell'istante solo...
Un passo, fuori, su la ghiaia del giardino, li ha fatti sciogliere. È un domino nero che passa, senza farsi vedere, senza riuscire a vedere: è Rosetta che erra lì attorno, già un po' inquieta, come sempre s'è inquieti quando si ama. Ora Grazia ha fame. Un garzone di Ragueneau ha portato la torta e Grazia ne mangia qualche fetta, per aver la bocca piena, per avere il pretesto di non parlare... Ora ha il braccio levato e la torta fra i denti. Ricaduta indietro la manica del domino, il braccio è nudo e Claudio l'ha preso e lo copre di baci lenti, sempre più caldi, sempre più profondi...
Ancora l'ombra nera che passa lì fuori, non vista, senza vedere, li fa sciogliere col rumore del suo passettino lieve su la ghiaia.
Che cerca, che vuole Grazia? Nulla. Non sa. Poggiati i gomiti su la tavola, poggiato il volto fra le mani, gli occhi intenti e ardenti nella macchia nera della maschera, Grazia lascia che l'ora folle trascorra... E Claudio, curvo su lei, cingendole la vita, le parla all'orecchio:
— Così ti farò felice... Così ti darò quel po' di giovinezza che mi rimane, quel po' di gloria che la mia arte mi può aver meritato...
Grazia ha abbandonato il corpo su la spalla di lui. E, senza guardarlo, senza lasciarsi guardare, gli prende convulsa e febbrile le mani, gliele stringe sino quasi a spezzargliele e gli dice, bassa la voce, bassa tanto che non possa riconoscerla:
— Dimmi, dimmi, dimmi ancora che mi ami!
E Claudio la stringe più forte. Il respiro di lui è nel collo di Grazia con un brivido di voluttà in tutto il corpo di lei... E Claudio stringe... Non ha mai sentito Rosetta così, non fanciulla, non fidanzata, non sposa, ma donna, ma amante... E ancora la voce bassa di Grazia chiede, invoca:
— Dàmmi, dàmmi quest'ora di felicità...