LVIII. L'ALLARME.
Marcello d'improvviso, ghermito nel sonno dalla crisi, si desta urlando:
— Aria, aria... Muoio!
I servi, ch'erano sonnacchiosi su le sedie, sono accorsi a sorreggerlo, a calmarlo:
— Signorino, per carità...
Marcello ha le mani convulse al collo, al petto... Sente l'aria e la vita mancare...
— Chiamate, chiamate Grazia... Ma perchè, perchè mi lascia solo?... Non lo vede che mi sento morire?
Il domestico è sùbito corso a chiamare Grazia. La soffocazione è cessata. Pesante, esausto, Marcello è ricaduto giù, di piombo, la mano stretta alla gola, l'affanno nel petto e negli occhi...
LIX. L'ISTANTE SUPREMO.
Ancora Grazia nell'ebrezza ripete: