— Dàmmi, dàmmi quest'ora sola di felicità!

E Claudio scoppia a ridere tentando di rivolgere il capo, di scoprirle la parte di viso che non è nascosta dalla maschera:

— Un'ora sola?... Ma tutta la mia vita io ti dò...

Tutta la vita! E Grazia abbandona il capo rovesciandolo con le braccia su la tavola e rompendo in lacrime. Claudio cerca di sollevarla e chiede il perchè di quelle lacrime nell'ora della felicità. E la voce di Grazia risponde:

— Piango, piango... così... di gioia!

Grazia ha sollevato il volto. Le lacrime di sotto la maschera le scorron giù per il viso. Appoggiato il capo su la mano aperta, gli occhi adesso son fissi sul domani tremendo, fissi, terribili e vuoti. «Tutta la mia vita io ti dò!»: ha detto Claudio. Ed ella non ha che un'ora, un'ora falsa, rubata, un'ora non sua, l'illusione di un'ora...

Rosetta non sa più reggere. La gelosia, non sa perchè, la tormenta. Non può staccarsi da quel chiosco e non resiste all'idea che quel colloquio, che quel giuoco debbano prolungarsi ancora. È apparsa, adesso, su la soglia del chiosco. Non veduta fa un cenno a Grazia come per dirle che basta, che non ne può più... Ma Grazia le fa cenno di aspettare, di aspettare ancora un momento... E col gesto la rimanda fuori, l'allontana... Ora ha il capo fra le mani, gli occhi attoniti di disperazione e dice, quasi a sè stessa:

— Ancora, ancora un attimo di felicità. Lo pago con tutta la vita!

E si rovescia tra le braccia di Claudio.

LX. CONTRASTI.