Hanno tirato fuori il fazzoletto tutt'e quattro, là, in fondo, gli “amici del dopo-pranzo„, chè una lacrima, e anche due, son spuntate sul ciglio di tutti...
Ora Grazia s'è asciugati gli occhi e s'è levata. Bacia prima l'abito da sposa su cui Rosetta chiude, pudica, il mantello e poi bacia Rosetta:
— Va, va... Non ritardare... Dovrai cambiarti, partire...
E accompagna Rosetta fin su la porta. Escono i quattro. Ultimo a uscire è Claudio, Claudio che, rimasto solo, afferra i polsi di Grazia, e le pianta gli occhi negli occhi:
— Perchè? Perchè? Perchè il domino bianco? Perchè sostituirvi a Rosetta?
È, per Grazia, la tentazione suprema. Parlare, gridargli: “Perchè io ti amo e non posso amarti... Perchè muoio d'amore per te, mia sola vita, che te ne vai con un'altra... per sempre...„.
E il grido è là, nei suoi occhi, su le sue labbra, nel suo petto ansante. Riesce tuttavia a trattenerlo, a vincere per sempre, a perdere per sempre... E ride, ride, ride d'un riso tragico, d'un riso pazzo:
— Nulla... Nulla... Uno scherzo... Così, per ridere... Potevo ancora ridere, allora...
E vuole sciogliere le mani dalla stretta ferrea di Claudio. Ma questo resiste e la tiene. Grazia lotta, si divincola e riesce a liberarsi...
— Andate, andate, gli grida... Vi aspettano. Addio!