— Eccoli! Eccoli! Padrona, tiriamo?
E Mimì fa cenno d'aspettare:
— Ferme! Ferme! Quando saranno più vicini...
E aspettano. E il gruppo bianco degli ufficiali si avvicina. E...
— Via...
E la prima rosa bianca di Mimì va diritta, lanciata giusta, sul cuore di Ardea. Sùbito le altre rose partono, volano, cadono, a pioggia. E Mimì ne lancia, ne lancia, prima una alla volta, poi due, poi tre, poi a fasci... E le ragazze incalzano... E gli ufficiali, ridendo, agitando i berretti, lanciando baci e sorrisi, rispondono al fresco fuoco... La battaglia è formidabile — e deliziosa. Il leggero fuoco è tremendo, senza tregua!
Ora Mimì corre ai rifornimenti. Ma fiori non ce ne son più... Sì, ce ne sono ancora... Ecco due bei fasci di rose. Ma una ragazza ferma Mimì nell'atto di lanciarle:
— Padrona! Son quelle artificiali... Costan cinque lire l'una...
Ma Mimì risponde con una spallucciata. Che importa? Costassero pure cento, che importa?... E lì, nella vetrina, fa schermo e portavoce della mano alla bocca e grida:
— Questo... per l'ufficiale che non conosco!