[9]. Spaventa, Saggi di Critica filosofica, politica e religiosa, Napoli 1867, vol. l.º parte 1a.

[10]. Ved. Fr.co Fiorentino, B. Telesio, vol. 2.º, Firenze 1874. pag. 133.

[11]. Ved. Atti dell'Accademia delle Scienze morali e politiche di Napoli, vol. 13.º an. 1875, pag. 9 ad 11.

[12]. Ved. Albèri, le Relaz. degli Ambasciatori Veneti al Senato, ser. 3.º vol. 1º Firenze 1840, relaz. di Costantino Garzoni, pag. 382; vol. 2.º rel. di Antonio Tiepolo, pag. 150; vol. 3º rel. di Paolo Contarini, pag. 221-22.

[13]. Ved. Fr.co Sav.io Arabia, Tommaso Campanella, Scene, Nap. 1877.

[14]. Come si legge in fine della sua 1a ediz.e della Vita del Campanella (an. 1840), il Baldacchini dimandò di voler fare ricerche nell'Archivio di Stato, e il Soprintendente Spinelli, che ne tolse la cura sopra di sè, finì per scrivergli una lettera con la quale fece sapere che il processo del Campanella fu «formato fuori la giurisdizione de' tribunali della capitale, per cui non esiste in Archivio», ed aggiunse non essersi trovato nulla nelle Esecutorie, Dispacci del Collaterale, Provvisioni in forma Cancelleriae, Lettere Regie, Processi del Collaterale etc. — Inoltre si legge nel Rendiconto delle tornate dell'Accademia Pontaniana (an. 1865, tornata 11 giugno pag. 58), che avendo l'Accademia a proposta del Baldacchini impegnato il Soprintendente Trinchera perchè si cercasse ancora nell'Archivio qualche notizia, egli fece sapere di «aver fatto ripetere le ricerche per le notizie concernenti il Campanella, senza che si ottenesse alcun favorevole risultamento». — Tutto ciò mostra una volta di più, che le ricerche si dobbono fare da chi ha già bene studiato l'argomento, su cui si vogliono notizie. E quanto al voler trovare il processo nell'Archivio di Stato, si conosce oramai da un pezzo che esso fu disperso o bruciato anche prima che il Campanella fosse liberato dal carcere, e nel 1620 non si trovava più. Se ne potrebbe solamente trovare qualche copia, come quella posseduta dal Giannone, ma non nell'Archivio. Ed aggiungiamo che si potrebbe del pari trovare non nell'Archivio, bensì in qualche Biblioteca, una «Relazione di Carlo Spinelli Luogotenente generale in Calabria», che si vede citata, a proposito di Gio. Geronimo Morano, dal Duca della Guardie (Discorsi delle famiglie estinte, forestiere etc. Nap. 1641 pag. 264); essa riuscirebbe importante poco meno del processo, ed è bene che i ricercatori lo tengano presente.

[15]. Rendiamo pubbliche grazie al cav. F.º Sanchez Diaz Direttore dell'Arch. in Simancas ed a' suoi solerti Impiegati, che dapprima alleviarono il nostro poco lieto soggiorno in quella infelice borgata, e poi ci diedero prova gratissima del come sappiano degnamente soddisfare agl'impegni presi: diversi tratti, che avevamo copiati di mano nostra, ci hanno fatto rilevare la grande diligenza con la quale venne condotta la copia trascritta a nostre spese de' documenti che avevamo rinvenuti. È superfluo poi parlare degli Archivii italiani, dove per altro tutto è stato trascritto di mano nostra: la cortesia degl'Impiegati di questi Archivii è ben nota a chiunque li abbia anche una sola volta visitati.

[16]. Ecco un elenco di tali documenti: i due primi stanno nel Carteggio Vicereale, gli altri tutti nel Processo di eresia. 1º La denunzia di Fabio di Lauro e Gio. Battista Biblia, che fu la prima base del processo; 2º La dichiarazione scritta dal Campanella subito che fu preso; 3º L'esame di Cesare Pisano al cospetto dello Xarava; 4º L'indulto concesso da Carlo Spinelli a Giulio Soldaniero e Valerio Bruno fuorusciti e denunzianti, ad istanza di fra Cornelio; 5º L'esame di fra Gio. Battista di Pizzoni; 6º Le confronte del Pizzoni col Campanella, e poi con fra Dionisio, come pure quella di fra Dionisio con fra Silvestro di Lauriana; 7º L'esame di fra Domenico Petrolo; 8º Il secondo esame di fra Domenico fatto a sua richiesta; 9º Le cartoline scritte trovato indosso al Campanella quando fu spogliato per dargli il tormento del polledro; 10º La relazione di due dialoghi notturni tra il Campanella dichiaratosi pazzo e il suo amico fra Pietro Ponzio, raccolti dagli scrivani mandati a spiarli.

[17]. Berti, Nuovi Documenti su Tommaso Campanella tratti dal Carteggio di Giovanni Fabri, Roma 1881 (15 9bre). — Di questa Memoria a soli 100 esemplari l'autore ci ha fatto dono, e glie ne rendiamo pubbliche grazie.

[18]. Alludiamo all'uso delle parole «inquisito, confronta, cerca» etc. che si trovano adoperate ne' processi abitualmente. A proposito poi della lezione precisa de' documenti, che ci siamo sforzati di riprodurre con fedeltà, non sarà forse inutile fare avvertire che spesso la medesima parola, adoperata a breve intervallo, vi s'incontra variata oltre ogni aspettativa: p. es. non è raro incontrare in due o tre versi successivi «esamine, essamine, examine». Era tanto spinto il gusto del vario nel 1600, da riuscire assai difficile l'adagiarsi in una dicitura uniforme; non vorremmo quindi che il fatto venisse attribuito a poca esattezza di riproduzione da parte nostra.