pag. 37; vers. 26: allorchè venne — leg. allorchè tornò.
NOTE:
[1]. «Me rebellem haereticumque fecerunt, quoniam praedico signa in sole et luna et stellis contra Aristotelem aeternantem mundum» etc. Così nella Lett. proemiale dell'Atheismus triumphatus. pubblicata dallo Struvio fin dal 1705.
[2]. Cyprianus, Vita et philosophia Campanellae, Amstelod. 1705; 2a ed., Traiecti. ad Rhenum 1741. — Echard, Th. Campanella, in Quetif et Echard, Scriptores ordinis Praedicatorum, Lut. Paris. 1719-21, vol. 2º, pag. 505, ed anche unito alla d.ta 2a ediz. del Cyprianus.
[3]. Vedi nell'ediz. del Capialbi la pag. 50, dove il Campanella dice che «lui solo resta preso son 21 anno per far mostra», ciò che mena al 1620; dippiù la pag. 20, dove dice, «però oltre alli prefati libri che scrivea esso Campanella», e de' libri egli parla veramente nell'Informazione, ciò che indica dover questa precedere la Narrazione. Del rimanente anche il titolo dell'Informazione lo dimostra, poichè reca «Informatione sopra la lettura delli processi... con la Narratione semplice della verità» etc. Siamo sorpresi che questo sia sfuggito al Capialbi che pubblicò tale scritto, ed egualmente al Palermo che lo riprodusse nell'Archivio Storico italiano an. 1846.
[4]. Baldacchini, Vita di T. Campanella, 2a ed. Nap. 1847. — Centofanti, T. Campanella e alcune sue lettere inedite, Arch. Storico italiano an. 1866. — Berti, Lettere inedite di T. Campanella e Catalogo de'suoi scritti, Rom. 1878. — Amabile, Il Codice delle lettere del Campanella nella Bibl. nazionale, Nap. 1881. — In moltissime di queste lettere si hanno notizie sulla faccenda della congiura e sulle cause e condizioni della prigionia.
[5]. Il Centofanti annunziò la scoperta del così detto «processo contro il Campanella» e ne fece sperare la non lontana pubblicazione il 17 marzo 1844: il Palermo pubblicò il sunto de' documenti in parola, con molti e molti altri che dovè estrarre da voluminosissime collezioni, nel corso del 1846; e bisognerebbe non aver mai fatte simili ricerche, per non sapere quanto tempo costi il raccogliere, collazionare, e dare stampato un gran numero di documenti. Il Centofanti in sèguito non se ne diede più pensiero; ed allorchè tornò a pubblicare le lettere del Campanella, il 1866, nell'introduzione disse di avere annunziate le carte del processo il 1843, ma si attenne ad una disquisizione molto elevata, senza il menomo esame de' fatti processuali, e comunque accennasse alla convinzione che il Campanella «alcuna cosa fece o tentò di fare», dichiarò questo un «difficile problema, il quale ferma l'attenzione dello storico, e la cui perfetta soluzione è tuttavia fra le cose desiderate».
[6]. Baldacchini, Vita di Tommaso Campanella, 2ª ediz.e Nap. 1847, pag. 83.
[7]. D'Ancona, Della vita e delle opere di T. Campanella, Discorso promesso alle Opere del Campanella, Torino 1854, pag. 142 e 151-52.
[8]. Berti, Tommaso Campanella, nella Nuova Antologia, luglio 1878, pag. 226.