II.
Da alcuni anni, ricercando in Italia ed anche nell'estero notizie e documenti intorno a' vecchi medici e naturalisti napoletani, ci siamo imbattuti in gravi scritture finoggi ignorate intorno al Campanella; e quantunque sapessimo che non ce ne sarebbe venuto plauso da un grosso numero di persone, che nulla ama, nulla venera e nulla sa, incapace di comprendere altro che l'arte proficua alimento unico degli spiriti volgari, ci siamo sobbarcati a dure fatiche per trarne le copie. Basta citare il Processo di eresia, che giustamente il Berti dice essere «rimasto del tutto ignoto», e che, passato in tre diverse collezioni private con altre scritture di S. Officio riferibili più o meno direttamente al Campanella, è stato da noi raccolto e trascritto, risultandoci una copia di due grossi tomi in folio, complessivamente di 1412 pagine. Un'altra raccolta, assai meno voluminosa ma non meno importante, è stata quella del Carteggio ufficiale del Viceré di Napoli con la Corte di Madrid sulla faccenda del Campanella, rinvenuto nel vecchio Archivio di Spagna in Simancas, dove ci eravamo recati per le nostre primitive ricerche. Decisi a partecipare al pubblico le cose che possedevamo, ci siamo successivamente tenuti in obbligo di occuparci di proposito anche del Campanella in quanti Archivii e Biblioteche ci è stato possibile visitare, per arricchire sempre più la nostra raccolta, rivedendo in pari tempo ciò che era già noto, per acquistarne nozioni complete ed estenderle maggiormente all'occorrenza. Così in Madrid, in Dublino (dove sapevamo trovarsi non meno di 66 volumi di carte di S. Officio tolte nel 1848 all'Archivio dell'Inquisizione Romana), in Londra, in Parigi, in Montpellier, e poi nelle Biblioteche e negli Archivii di Stato di Torino, di Venezia, di Modena, di Firenze ed Urbino, di Roma, di Napoli, abbiamo cercato ciò che poteva esservi di manoscritti, di lettere, di documenti e notizie di ogni specie tanto sul Campanella, quanto sulle molte e diverse persone che da' documenti raccolti risultava aver figurato intorno a lui, come amici, nemici, fautori, persecutori, giudici etc.; e dobbiamo dire che le nostre fatiche sono riuscite tutt'altro che vane. Anche nel Grande Archivio di Napoli, di dove erano venute fuori, l'una dopo l'altra, due lettere di Soprintendenti che attestavano non trovarvisi nulla intorno al Campanella, abbiamo trovato varie cose intorno a lui, oltrechè moltissime intorno a coloro i quali furono più o meno in relazione con le cose sue[14]. Nè abbiamo poi mancato di procurarci l'ingresso nell'Archivio della Compagnia dei Bianchi di giustizia, per cavarne i particolari delle esecuzioni e delle discolpe de' calabresi che si conosceva essere stati giustiziati in Napoli; nè abbiamo mancato di rovistare i Libri parrocchiali della Chiesa del Castel nuovo, per cavarne notizie su varii nomi, che in ispecie i nuovi documenti ci aveano fatto conoscere.
In tal guisa siamo pervenuti a raccogliere una quantità di documenti abbastanza notevole, alcuni pochi de' tempi anteriori alla congiura ed a' relativi processi, altri ben numerosi de' tempi della congiura e de' processi, altri pochi de' tempi posteriori: e sotto questa triplice categoria li pubblichiamo in un volume aggiunto alla nostra narrazione, ma riportandovi le sole scritture riferibili strettamente a' fatti e persone della congiura ed eresia, mentre le molte altre scritture riferibili a' tanti fatti e persone che vi hanno un'attinenza meno stretta o semplicemente relativa, son riportati a piè di pagina là dove nella narrazione accade di doverne discorrere. Né abbiamo esitato ad includervi anche parecchi documenti editi, non tacendo mai siffatta loro qualità, semprechè ci sieno apparsi di molto interesse per la piena intelligenza dell'argomento, ovvero ci sia occorso di farvi correzioni ed aggiunte nel rivederne gli originali, la qual cosa possiamo dire esserci occorsa piuttosto sovente.
Ma in ispecie per la categoria, de' documenti de' tempi della congiura e de' processi, gioverà qui fare una rassegna che ne dia qualche notizia determinata, contemplandone i diversi capi o gruppi.
I. Carteggio Vicereale con la Corte di Madrid. — Son 40 documenti rinvenuti ne' fasci di carte che in Simancas si trovano sotto la rubrica «Secretaria de Estado, Negociacion de Napoles»; fanno parte del «Legazo 1096, Leg. 1097, Leg. 1099» (anni 1598-99, 1600-01, 1603), e qualcuno trovasi nel Leg. 1095 (an. 1596-97) per una di quelle lievi anomalie inevitabili negli Archivii; principalmente per siffatto motivo estendemmo le ricerche fino al Leg. 1106 (an. 1610-11), ma senza frutto. Vi figurano oltre venti lettere originali del Vicerè, quasi sempre dirette a S.M.tà Cattolica, ed una in minuta della medesima M.tà diretta al Vicerè, otto copie di lettere di Carlo Spinelli, il crudele repressore della congiura, ed una di D. Luise Xarava, il feroce Avvocato Fiscale, dirette al Vicerè, inoltre diverse relazioni appartenenti ad un Commissario, ad un Capitano, ad un Agente in Roma, una copia della prima Informazione presa da fra Marco il Visitatore e fra Cornelio di Nizza ed un'altra del Breve Papale che istituì il Tribunale per gli ecclesiastici ribelli (questi ultimi due documenti analoghi a quelli che già si conosce trovarsi in Firenze; del resto il primo di essi più importante, perchè mostra in appendice essere stata comunicata a Giudici laici la copia di un'Informazione di S.to Officio). Ma vi brillano massimamente l'importante Denunzia testuale di Lauro e Biblia, e l'importantissima Dichiarazione scritta dal Campanella, da lui rilasciata all'Avvocato Fiscale poco dopo la sua cattura. Tutti questi documenti non rappresentano il Carteggio intero, poichè vi sono indizi di diverse lacune, e d'altronde vedremo tra' documenti rinvenuti nell'Archivio di Napoli qualche altra lettera di S.M.tà la cui minuta non si trova in Simancas: ma costituiscono ciò che n'è rimasto in que' fasci di scritture, e riferendosi quasi per intero all'ultimo quadrimestre del 1599, illuminano abbastanza lo svolgimento delle cose di Calabria, la qualità e quantità de' congiurati, le vedute del Governo e de' suoi ufficiali, le vedute di Roma, la parte attribuita al Turco, i severissimi provvedimenti adottati. Sono scritti quasi sempre in lingua spagnuola e così saranno riportati, potendosi lo spagnuolo intendere senza difficoltà dalla gente latina. Bisogna solo avvertire che la lingua vi è abbastanza impura, l'ortografia consentanea al tempo, la punteggiatura poi deficientissima e molto irregolare, non trovandosi nell'originale che pochissime virgole e sovente gittate a caso: questa punteggiatura soltanto ci è parso necessario di migliorare, per rendere sempre più agevole l'intelligenza del testo; nel rimanente si è cercato di serbare la più scrupolosa fedeltà. Queste stesse avvertenze vanno fatte pe' pochi documenti in italiano ed in latino che vi si trovano compresi: essi sono stati copiati da ufficiali spagnuoli del tempo, e naturalmente questa circostanza vi si fa sentire non poco[15].
II. Carteggio del Nunzio Pontificio in Napoli con la Corte di Roma. — Questo Carteggio, contenuto nelle Scritture Strozziane dell'Archivio di Firenze, va dal 1592 al 1605 ed occupa 31 grossi volumi, i quali recano le lettere di Roma in originale e quelle di Napoli in minute, comunque il Catalogo dell'Archivio, sotto il nome di «Aldobrandini Mons. Jacopo» segni solamente «Lettere da esso scritte a varî...». Sono le Filze 205 a 236 num.ne nuova, e propriamente le 205-221 recano le lettere di Roma, e le 222-236 recano le lettere o meglio le minute di Napoli non autografe come il Palermo ha creduto. Volendo circoscriversi nel periodo strettamente riferibile al Campanella, si tratterebbe delle Filze 212 e seg.ti e 229 e seg.ti. Il Palermo, che scoprì questo Carteggio, ne estrasse sole 32 lettere, delle quali 16 integralmente, e le altre, per amore di brevità e forse anche pel proposito di non trattare lo svolgimento de' processi, mancanti sempre di qualche brano; tutte poi mancanti d'indirizzo quando partono dal Nunzio e di firme quando vengono al Nunzio, essendo solamente notato in massa che sono dirette a' Card.li Aldobrandini, S. Severina e Borghese. Noi abbiamo voluto averle nella loro integrità, come pure nella loro lezione precisa, non che munite degli indirizzi e provenienze rispettive; e con l'aggiunta di parecchie altre che erano state omesse, e di poche altre scritte dal Nunzio al Vicerè, al Castellano di Castel nuovo, a diversi Vescovi etc. sempre in rapporto all'argomento in esame, abbiamo potuto aumentarne il numero per modo che ascendono a non meno di 114 lettere. Queste vengono pubblicate tutte insieme nell'apposito gruppo, comprendendovi anche le edite senza tralasciar mai di dichiararlo, e con varie correzioni specialmente nelle date, alcune volte abbastanza importanti. Dobbiamo aggiungere che nel Carteggio esistono pure diverse lacune, mancando evidentemente molte lettere di Roma, alcune delle quali sono citate in quelle che si hanno, e mancando qua e là interi fascicoli o «Registri» delle lettere di Napoli, come risulta dalla numerazione ad essi apposta e da' salti sensibili nelle date. Ci è parso necessario notare queste lacune là dove sono risultate manifeste, perchè ne sieno prevenuti i futuri ricercatori, e perchè non si credano, per que' periodi, sopite le trattative del negozio, mentre invece ci mancano le notizie delle trattative. Riesce poi quasi superfluo avvertire, che percorrendo tutti i 31 volumi, come noi li abbiamo percorsi, vi si trovano tante altre notizie e documenti sulle persone e sulle cose di que' tempi, capaci di chiarire non solo gli umori di Napoli e di Roma, che naturalmente ebbero la più grande influenza sull'andamento de' guai del Campanella, ma anche capaci di chiarire i fatti medesimi nella loro essenza: basta accennare le precedenti guerre fratesche de' Ponzii co' Polistina per l'assassinio del P.e Provinciale fra Pietro Ponzio, le gravi quistioni giurisdizionali nelle Diocesi di Nicastro e di Mileto, le cresciute ricezioni de' fuorusciti in asilo ne' conventi, perfino le discordie di famiglia tra' Contestabili e Carnevali, circostanze tutte che il Campanella continuamente allegò come basi degli odî suscitati contro la sua persona. Queste altre notizie e documenti troveranno il loro posto nel corso della narrazione.
III. Carteggio dell'Agente Toscano in Napoli col suo Governo. — Questo Carteggio, diretto a Lorenzo Usimbardi Segretario del Gran Duca da Giulio Battaglino, e in sèguito, morto costui, dal lettore di dritto Alessandro Turaminis sienese, trovasi nell'Archivio Mediceo, e va dal 1592 in poi, occupando le Filze 4084 e seguenti. Il Palermo, intorno alla congiura ed a' processi, vi raccolse solamente 5 brani di lettere dell'ultimo quadrimestre del 1599; noi vi abbiamo proseguito le indagini, e abbiamo portato ad 11 il numero di questi brani, taluno de' quali, se fosse stato ricercato sin da che fu nota l'esistenza di questo Carteggio, avrebbe fatto evitare qualche solenne abbaglio circa le torture del Campanella. Naturalmente nelle Filze suddette si trovano anche altre notizie illustrative di que' tempi, ma vi abbiamo trovato inoltre molte lettere di particolari, taluni de' quali figurarono nelle faccende in questione: basta citare p. es. da un lato lettere autografe di Mario del Tufo notissimo amico del filosofo, e d'altro lato lettere autografe nientemeno che di D. Loise Xarava suo implacabile persecutore, e poi lettere del Principe di Bisignano, di D. Lelio Orsini, del Duca di Vietri, nominati quali complici della congiura etc.; e ne abbiamo trovate egualmente in altre Filze intitolate appunto «Lettere di Napoli di particolari», sicchè ce n'è risultato un mucchio di notizie che serviranno nella narrazione. Aggiungiamo che, pei tempi anteriori alla congiura, abbiamo trovato una lettera del Battaglino illustrativa della vita del Campanella, e pe' tempi della congiura abbiamo trovato nello stesso Archivio Gazzettini ed Avvisi, dei quali si parlerà più sotto. — Avvertiamo infine che non abbiamo mancato di rovistare in Firenze l'Archivio d'Urbino, oggi posto accanto al Mediceo, ma ci è accaduto trovarvi soltanto notizie di particolari; e la cosa medesima diciamo qui di passaggio relativamente all'Archivio di Torino.
IV. Carteggio del Residente Veneto in Napoli col suo Governo. — Questo Carteggio costituito da' dispacci che erano spediti al Ser.mo Principe dal Residente Veneto, il quale fu Gio. Carlo Scaramelli a tempo della congiura e de' processi, e poi Anton Maria Vincenti per alcuni anni successivi, trovasi nell'Archivio a' Frari tra le scritture dette «Senato-Secreta» sotto la rubrica «Napoli», e per l'anno 1599 e seguenti reca i n.i 15 e seguenti. Il Mutinelli, nella sua Storia arcana ed aneddotica, pubblicò solamente 10 lettere o brani di lettere concernenti la congiura e i congiurati, tratte da questo Carteggio pel periodo compreso tra il 14 settembre 1599 e 7 febbraio 1600: noi abbiamo cominciato lo spoglio del Carteggio da alcuni anni prima e l'abbiamo continuato per varii anni dopo, badando pure alle notizie sull'armata turca, che essendo stata ritenuta un elemento essenziale della congiura meritava tutta l'attenzione; e così abbiamo più che raddoppiato il numero de' documenti, oltre all'aver restituito alla loro integrità quelli già noti. È superfluo poi dire che molte importanti notizie relative a quei tempi si cavano dal Carteggio, studiato non pe' soli anni 1599-1600, anche circa le cose che non parrebbe aver dovuto richiamare gli sguardi del Residente, p. es. circa le lotte giurisdizionali in Calabria: ma nulla sfuggiva a' Residenti, bensì, pel troppo entrare ne' particolari, essi non di rado riuscivano inesatti, salvo il caso in cui gl'interessi di Venezia fossero direttamente impegnati. Notiamo di aver fatto anche ricerche nel Carteggio de' Residenti co' Capi del Consiglio de' Dieci e con gl'Inquisitori di Stato, ma senza frutto.
V. Carteggio dell'Ambasciatore Veneto in Roma col suo Governo. — Essendo corse trattative in Roma per la faccenda del Campanella, da parte del Vicerè mediante l'Ambasciatore di Spagna, abbiamo reputato conveniente percorrere anche i dispacci dell'Ambasciatore Veneto in Roma, che pel 1599-1600 fu Giovanni Mocenigo, dispacci conservati egualmente tra' «Senato-Secreta» sotto la rubrica «Roma» co' n.i 43-45. Ed abbiamo trovato due brevi notizie, non inutili per la nostra narrazione.
VI. Carteggio del Bailo da Costantinopoli ed Avvisi di Levante. — L'importanza delle notizie sull'armata turca per ciò che si volea tentare in Calabria, e il fatto della fuga a Costantinopoli di uno de' capi dell'impresa, fra Dionisio Ponzio con un altro frate ritenuto complice, ci hanno deciso a rovistare anche i dispacci dei Baili, che furono a que' tempi il Capello ed il Gradenigo, e poi il Nani e il Contarini, ma prendendo note su varii anni, anche per acquistare nozioni precise intorno al Bassà Cicala. Abbiamo scorsi i bellissimi Rubricarii e poi anche i Dispacci originali conservati nei soliti «Senato-Secreta»; ma abbiamo veduti inoltre i così detti Codici Brera, che si conosce esser passati da Milano a Venezia dietro ordine del Governo austriaco, per gli Avvisi che Venezia comunicava a varii Governi e tra gli altri a quello Vicereale di Napoli. L'aspettativa non è stata delusa: abbiamo raccolto un importante dispaccio e varie notizie tanto pel volume de' documenti quanto per le note su' fatti della narrazione.