[219]. Ved. il Carteggio anzid.to filz. 229, lett. da Napoli del 3 7bre e 12 9bre 1599; filz. 230, lett. del 5 maggio, 16 giugno, 22 7bre e 26 10bre 1600; filz. 231, lett. del 26 gennaio, 9 febbraio, 26 8bre 1601; filz. 232, lett. del 28 giugno 1602; filz. 233, lett. del 19 luglio 1603; filz. 234, lett. del 23 luglio 1604. — Avremmo potuto citare molte e molte altre lettere, ma queste sole son sufficienti.

[220]. Per la discesa de' corsari di Biserta, nel 1595, ved. nell'Arch. di Firenze il Carteggio dell'Agente di Toscana in Napoli, filz. 4085, lett. del 3 giugno d.to anno. Per la discesa de' turchi del Bassà Cicala, nel 1598, ved. nell'Arch. Veneto il Carteggio del Residente in Napoli, filz. n.º 14, lettera del 29 7bre e 6 8bre d.to anno.

[221]. Poniamo qui un elenco de' legni corsari di Barberia, appunto del 1598, che oltre la flotta di Costantinopoli tenevano in allarme le popolazioni delle coste cristiane e massime italiane; lo desumiamo da una relazione del Residente Veneto degli 8 7bre 1598. «In Alger, bastarda di banchi 26 e galea di banchi 24, ma la bastarda esce solo per servizio del Re; una bastarda di banchi 26 di Amurat Rais; una galea ordinaria di banchi 25 di Assan Rais; un'altra di banchi 24 di Ali Memi; una di banchi 23 di Giafer genovese, ed una galeotta di banchi 21 di Occhiali conserva di Giafer, et Bergantini n.º 6 tutti armati in Alger di 10 e 12 banchi. In Bugia, una galeotta di banchi 21 di Memi Rais detto mal riposo; costui naviga sempre solo e mai si ferma, et è in gran stima. In Bona, una galeotta di banchi 21 di Sali Suliman. In Tabarca, tre bergantini di banchi 12 e 13 l'uno. In Biserta, la bastarda del Re di banchi 26; una galeotta di banchi 21 di Cogia Sali, et una simile di Casadali, et bregantini n.º 5 simili a' sopradetti. In Mahometa, una di banchi 23 di Giafer Sali, et una di banchi 22 di Assan Sali. In Affrica, una di banchi 20 di Donali Bey. In Tripoli, una bastarda di banchi 26 che suole unirsi quando con uno e quando con un altro delli Corsari predetti, et due bergantini come gli altri. In uno galee et galeotte n.º 15, et bergantini n.º 16.» — Fra tutti i corsari qui nominati il più temuto era il vecchio Amurat Rais, che vedremo figurare nella nostra narrazione.

[222]. Ved. i Reg. Litterarum S. M.tis vol. 10.º (an. 1599-601) fol. 360.

[223]. Ved. la Relazione del Bailo Giovanni Moro [1590] tra le Relazioni degli Ambasciatori Veneti pubblicate dall'Albèri, Firenze 1858, vol. 14, p. 374.

[224]. Ved. Reg. Partium vol. 1247bis, an. 1593, fol. 92; vol. 1271, an. 1594 fol. 194; vol. 1306, an. 1595, fol. 182. In questi ed altri documenti napoletani si trova piuttosto scritto «Cicala», mentre i documenti spagnuoli e veneti recano «Cigala»: naturalmente abbiamo preferito la prima maniera.

[225]. Ved. la Relazione del Bailo Matteo Zane [1594] loc. cit. p. 428.

[226]. Ved. Gualtieri, Glorioso trionfo etc. p. 435, e Sagredo, Memorie Storiche de' Monarchi Ottomani, Bologna 1684, p. 463. — Il resto delle notizie intorno al Cicala è desunto principalmente dalle Relazioni pubblicate dall'Albèri, in ispecie da quelle di Gio. Francesco Morosini [1585], Giovanni Moro [1590] e Matteo Zane [1594]; pel tratto di tempo posteriore, dal Carteggio de' Baili Geronimo Capello, Vincenzo Gradenigo, Francesco Contarini e Nani, oltracciò dal Carteggio del Residente Veneto in Napoli.

[227]. Per l'invasione delle coste di Calabria fatta dal Cicala ved. principalmente una lettera del Residente Veneto, che fu pubblicata anche dal Mutinelli (Storia arcana ed aneddotica d'Italia, Ven. 1855, vol. 2º, p. 173); le notizie di fonte strettamente napoletano, ne' tempi de' Vicerè, son sempre attenuate di molto quando si riferiscono a disfatte.

[228]. Tutte le parole virgolate sono estratte da' bellissimi Rubricarii del Carteggio di Costantinopoli, e così pure la massima parte delle rimanenti notizie. Ved. in ispecie il Rubricario n.º 6 e il seguente.