[338]. Non ci è stato possibile rintracciarne alcuna notizia nel Carteggio del Nunzio relativo a questo periodo. Parrebbe che il Card.l S. Giorgio non avesse creduto di doverne parlare al Nunzio, e che più tardi il Vicerè medesimo gliene avesse detto lui qualche cosa, onde poi il Nunzio ne trasmise notizia a Roma, segnatamente con Lett. in data 17 settembre la quale manca, e il Card.l San Giorgio, in risposta, il 25 d.to scriveva: «Saranno false senza dubbio le relationi fatte al Vicerè di quei Vescovi, dei quali egli si è doluto con V. S., ma si come ella dovrà et scusarli et difenderli sempre, così ella potrà in certi casi investigare la verità delle cose, et quando giudicasse esser bene così, avvertirne i proprii Prelati» (ved. filz. 212 data sud.ta). Aggiungiamo che, a nostro avviso, con siffatti antecedenti bisogna intendere quelle altre parole che poco dopo, il 1º ottobre, il Card.l S. Giorgio scriveva al Nunzio, cioè «della congiura ci maravigliamo ogni dì più, et à V. S. toccherà d'avvisarne quel che se ne scoprirà di mano in mano»: a Roma non faceva maraviglia propriamente che una congiura vi fosse stata, ma faceva maraviglia che fosse stata così spinta innanzi, mettendovi tanto in mostra la persona del Papa e la partecipazione de' Vescovi.
[339]. Ved. Doc. 264, pag. 177.
[340]. Nelle Cedole di Tesoreria Cassa Militare, vol. 431 (an. 1599) fol. 401, t.º si legge: «a 2 d'agosto. All'Ill.e Principe della Scalea Capitano di gend.e et per esso a Carlo Spinello suo creditore D.i trecentotrentatre tt. 1, 13 senz'altra poliza particolare per suo soldo di mesi cinque finiti a ultimo luglio 1599 a ragione di D.i 800 lo anno...».
[341]. Ved. i Cedolarii e Della Marra D. Ferrante Duca della Guardia, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere o non comprese ne' Seggi, Nap. 1641, pag. 345.
[342]. Ved. i Registri Privilegiorum Curiae vol. 146 (an. 1610-1613) fol. 121; De Lellis, Cod. ms. della Nazionale di Napoli, VI, F. 10: e Aldimari, Historia genealogica della famiglia Carafa, Nap. 1691, vol. 4.º pag. 275 e seg.ti
[343]. Ved. nel Carteggio del Nunzio esistente in Firenze, filz. 208, Lett. del Card.l Aldobrandini del 22 9bre 1595: Raccomandi al Vicerè D. Carlo Ruffo Barone della Bagnara, perchè «si degni servirsene et impiegarlo in qualche carico honorato»; ne ha già scritto caldamente a S. E. — E nell'Arch. di Stato in Napoli i Registri Curiae, vol. 43 (an. 1596-1597) fol. 49: «Commissione in persona del m.co Auditore oquendo per pigliare informatione delle cose» etc. «Philippus etc. Magnifice vir etc. Semo informati che per D. Carlo ruffo Barone della Bagnara si sono commessi, et si commetteno di continuo molti et diversi contrabanni de Cavalli, oro, Argento, et moneta, il quale tiene attimolizzati li suoi vassalli di manera che niuno ardisce dir cosa nessuna di dette extrattioni ne di altri infiniti agravii et delitti che d.to Don Carlo fa, come più particularmente lo vedereti per la copia di lettera et Capi che con questa vi se inviano...». Segue l'ordine che pigli informazione contro li delinquenti fautori et complici.... tenga a disposizione del Vicerè li carcerati e mandi «l'informatione clausa et sigillata come si conviene acciò quella vista possa provedere lo de più che parirà convenire». Nap. 14 agosto 1597.
[344]. Ved. Numerazione de' fuochi di Stilo (vol. 1385 della collez.) fasc. per l'anno 1532: «n.º 92 (conc.t cum nova numeratione n.º 229) Mag.s Joannes Ant. moranus a. 45; berardina uxor an. 38; Joannes Hieron.us a. 23; Ysabella uxor a. 20 [solus.] Fagustina a. 2; diana a. 1: [filii dicti Jo. Hieron.] Joannes franciscus suprad.i Jo.is Antonii fil. a. 20; Lucrecia fil. a. 20; Lucrecia alia fil. a. 6; Catarina famula a. 25; Catarinella famula a. 20; Francisca mater Jo.is Antonii a. 70». — E nel fasc. per l'anno 1545: «n.º 229 (conc.t cum veteri num. n.º 92). Mag.s Joannes Hieronimus moranus a. 36; Isabella uxor a. 30; Fragustina f.a a. 14; Diana f.a a. 13; Jo. Antonius filius a. 10; Beatrix filia a. 5 [Filius q.m Joannis Antonii et nepos q.m Francisci locotenentis. De quo se gravantes quia non produxerunt fidem civitatis catanzarii tanquam ibi abitantes, Ideo provisum quod non remaneat pro foculari hic sed deducatur hinc et habeatur ratio in dicta civitate tempore numerationis faciendae dictae civitatis».
[345]. Ved. i Registri Privilegiorum vol. 32, fol. 15 vol. 38 fol. 115, e vol. 37 fol. 58 e 62.
[346]. Ved. i Registri Significatoriarum Releviorum. Reg. n.º 32 fol. 154 t.º; e Della Marra Duca della Guardia, op. cit. p. 264. — Daremo in sèguito altri documenti su D.a Camilla.
[347]. Ved. i Registri Curiae, vol. 38 (an. 1595-1599) fol. 56: «All'Aud.a di Calabria ultra, che avisi si a tempo si comprò detta casa per il Sindico di Catanzaro per residenza di quel tribunale vi fu alcuna collusione. Philippus etc. Magnifici viri etc. havemo inteso che gio. geronimo morano olim Sindico di questa città in tempo del suo officio fè opera che una casa de gio. battista morano suo fratello che non se haveria trovato a vendere comparse per questa predetta città per duc.ti tre milia dove habia de fare residenza il tribunale di questa R.a Audientia non obstante che detta casa sia incomoda et in essa bisogna farsi magiore spesa che in qualsivoglia altra et maxime in circundarla di strade publiche et isolarla, et tutta la fabrica che vi è oltre che non è bona non viene à disegno, et poichè volemo intendere come passa il tutto ci è parso farvi la presente con la quale vi dicimo et ordinamo che vi debbiate informare...» etc. Dat. 19 luglio 1596.