[358]. Durante il processo informativo non era lecito nè il terrore così detto prossimo, vale a dire il far condurre l'imputato al luogo del tormento, nè il terrore così detto rimoto, vale a dire per parole; il terrore, «territio», consideravasi come un primo grado della tortura. Anzi il contegno, che l'Inquisitore dovea tenere, era ben diversamente prescritto: ved. in Masini, Sacro arsenale Rom. 1639, p. 315 e 323; art. 40.º e 64.º — 1.º «Il Giudice mentre essamina i Rei deve mostrarsi nel volto anzi rigido e terribile che nò, ma non mai precipitar nell'ira incontro ad essi ancorchè gli stimi huomini cattivi e scelerati: nè per qualsivoglia cagione prometter loro giammai l'impunità». — 2.º «Nell'ammonire i Rei a dover pianamente dir la verità... usino gl'Inquisitori maniere piacevoli, e caritatevoli, non aspre, o spaventevoli, acciochè i Rei per timor dei Giudici non dicano qualche bugia».
[359]. Ved. Doc. 279, pag. 203.
[360]. Ved. Doc. 280, pag. 207.
[361]. Ved. Doc. 33, pag. 41. Le prescrizioni della procedura ecclesiastica sull'argomento possono leggersi in Masini op. cit. part. 1.a pag. 10, e part. 10.a p. 314, art. 35. — 1.º «Sarà avvertito (l'Inquisitore) di non permettere che i Notari diano copie degli Atti del S.to Officio per qualsivoglia causa fuor che al Reo, e solamente quando pende il processo et egli dee far le sue difese, et all'hora senza il nome dei testimonii, e senza quelle circostanze, per le quali il Reo potesse venire in cognitione della persona testificante». — 2º. «Non deono nè possono gl'Inquisitori per niuna occasione somministrare ad altro tribunale giammai nè indicii nè persone di qualsivoglia condizione o qualità».
[362]. Il convento e la Chiesa di S. M.a di Titi oggi si trovano a pochi passi da Stignano, ma diverse circostanze mostrano che a' tempi dei quali trattiamo trovavansi più lontani ed abbastanza isolati.
[363]. Ved. Doc. 19, pag. 32. Che il Mesuraca avesse obbligazioni al padre del Campanella si rileva da alcuni versi di un Sonetto di fra Tommaso che noi per la prima volta pubblichiamo (ved. Doc. 489 p. 569):
«La vita che dovevi al padre mio
così la rendi sconoscente ingrato?».
Vi sarebbe qualche indizio che il padre del Campanella lo avesse accompagnato in questa corsa; ma così fra Tommaso come il Petrolo lo tacquero, forse per non comprometterlo maggiormente.
[364]. Il Mesuraca fornì l'abito da secolare ed anche portò via le vesti fratesche, come si rileva da un verso del Sonetto del Campanella già citato: