Egualmente è verosimile che siano stati composti in tale data quei tre Sonetti concernenti lo Sciarava, i due primi di maledizione, il terzo, diremmo, d'insinuazione[117]. Il primo che comincia co' versi
«Campanella d'heretici e rubelli
Capo in Calavria mai non s'è trovato»
offre anche una discolpa, oltre la maledizione nella quale son compresi tutti i persecutori di alto grado
«Ruffi, Garraffi, Morani, e Spinelli».
Il secondo, che ci sembra abbastanza bello, e che comincia co' versi
«Mentre l'albergo mio non vede esangue
e gli spirti poggiar tremanti al cielo»,
offre una maledizione ed anche una preghiera, la quale mostra che l'autore riteneva del tutto imminente la chiamata agli esami,
«Deh Sig.^r forte, in me volgi tua faccia,
dà authorità più espressa al mio sermone
ond'i ministri di Sathan disfaccia».
Il terzo, che porta veramente il titolo «in lode di spagnuoli», offre una insinuazione contro lo Sciarava e una protesta di devozione a Spagna, la quale certamente nessuno vorrà prendere sul serio: bisognava pure che il poeta si preparasse qualche argomento in suo favore pel caso di una scoperta delle poesie, massime quando avea mostrato tanto poco rispetto verso un funzionario importante del Governo spagnuolo e tuttora deputato ad assistere il Sances durante il processo. Poniamo inoltre qui il «Sonetto di rinfacciamento a Musuraca», senza dubbio mal situato tra le poesie del 2o gruppo, e sempre capace di eccitare gli amici a rimaner tali anche «a tempo d'infelice stato»[118]. Con tanto maggior ragione poniamo qui anche il «Sonetto fatto a tutti carcerati», che del rimanente potrebbe esser posto anche tra le poche poesie del tempo del processo de' laici[119]: in esso si dice che era negata, oltre la favella e il commercio, benanco la difesa, ciò che si spiega col fatto dell'amministrazione delle torture decretata durante il processo informativo, senza dare anticipatamente la copia degli atti; e tra' varii istrumenti di morte è citata pure la sega, ciò che aggiunge qualche cosa anche alla credibilità dello strano supplizio già destinato a Maurizio in Calabria. Vi brillano poi i concetti elevati e i consigli virili al maggior segno; vi si canta
«.... sol la virtù de' vostri petti
l'orgoglio del tyranno affrena e lega»;