[329] Ved. Doc. 463, pag. 559.
[330] Ved. le Cedole di Tesoreria vol. 427, an. 1596, pagamento in data 30 giugno di D.i 150 per soldo de anno uno; e le Carte diverse del Governo dei Vicerè, fasc. 2o, an. 1610, dimanda in data 10 luglio, con la quale D. Troiano chiede licenza di poter rimanere un anno fuori Napoli.
[331] Ved. Doc. 467, 468, 477; pag. 560, 561, 564.
[332] Ved. i Registri Privilegiorum vol. 104, an. 1593-95, fol. 84. Sospettiamo che la madre di D.a Ippolita non sia stata Porzia Pignatelli moglie di D. Garzia, giacchè in questo documento, oltre l'assegno in moneta fattole dal padre, si ricorda anche questa promessa da lui avuta, «vita durante della madre di d.ta D. Ipolita consignarli ogni anno mensatim tomola ventiquattro di grano».
[333] Ved. Sarrubbo, Trattato della famiglia Cavaniglia, Nap. 1637, e De Lellis, Famiglie nobili di Napoli, ms. della Bibl. naz. nap. X, A, 3. fol. 263, e X, A, 8, fol. 175-193.—Negli stessi Reg.i Privilegiorum vol. 86, an. 1587-88, fol. 96, trovasi la donazione della parte legittima de' suoi beni fatta da Cornelia Cavaniglia nel vestirsi monaca, e in essa si citano la madre Porzia Pignatelli e i fratelli Troiano, Scipione, Fabrizio e Mario. Ne' libri parrocchiali della Chiesa di Castel nuovo è citato più volte Fabio Magnati fino al 1585, e Troiano Magnati due volte, nel 1596 e 1598; D.a Ippolita Cavaniglia poi è citata un grandissimo numero di volte, specialmente come madrina, anche in compagnia di D.a Anna e di D.a Maria de Mendozza, talora in compagnia del Principe di Bisignano quando costui era carcerato; e da ultimo l'elenco de' morti reca, «A dì 29 de xbre 1615 morì D.a Polita Cavaniglia, sepolta nel ihs vecchio» (intend. nella Chiesa del Gesù vecchio).
[334] Capaccio, Il Forastiero, Nap. 1634, pag. 774.
[335] Ved. Doc. 469, pag. 561.
[336] Ved. Doc. 465, pag. 560.
[337] D.a Anna de Mendozza, figlia di D. Diego e D.a Claudia de Caro fu sposa a D. Ferrante de Bernaudo (ved. Reg.i Sigillorum 18 7bre 1595) e ne ebbe varii figli, Claudia, Francesco, Diego, Beatrice (ved. i libri parrocchiali per gli an. 1595-98-99 etc.); era dunque figlia e non moglie al Bernaudo, che fu poi creato Duca, la Claudia di cui parla il De Lellis (Discorsi delle famiglie nobili etc. Nap. 1564 vol. 1o pag. 399). Aggiungiamo che vi fu una Claudia Antonia de Mendozza, ultima figlia di D.a Isabella Marchesa della Valle e quindi nipote di D. Alonso il Castellano, la quale nel 30 8bre 1614 sposò Alessandro Ridolfi di famiglia fiorentina, generale del Papa, Ambasciatore straordinario di Mattia Re d'Ungheria al Re di Spagna, divenuto in Napoli Consigliere del Collaterale, pensionato con D.ti 1000, ed anche Marchese di Baselice: costui parecchi anni più tardi fu in relazione col Campanella, il quale parlò appunto di lui in una Lettera al Papa del 9 aprile 1635, che è tra quelle pubblicate dal Berti, quando disse che co' fratelli Ludovico ed Ottavio (Ridolfi) stava «in Castel di Napoli dove era accasato il Marchese et io carcerato».
[338] Ved. Doc. 466, pag. 560.