Tutto era pronto a Grotticella per degnamente accogliere la colonia estiva. Non mancava più che non una cosa soltanto: la colonia.

Ma la colonia dei bagnanti non poteva mancare: basti, dire che l'albergatore all'insegna del Cervo d'oro avea inserito persino un pomposo annuncio sulla quarta pagina del Calopinace, annunzio che terminava con una frase nuova e destinata a produrre sensazione profonda:

Il servizio inappuntabile e la modicità nei prezzi fanno sperare al sottoscritto un numeroso concorso.

Il sindaco di Grotticella, stornando parte dei fondi destinati all'istruzione pubblica s'era deciso a vestire in tela di Russia le guardie, i concertisti municipali e finalmente anche l'unico accalappiacani, affinchè — diceva il sindaco — facesse bella simmetria, non si sa bene a che.

Il Circolo marittimo — volgarmente detto Società dei sigari scelti — nel quale si riuniva, in quotidiano idiotismo, l'elemento più giovane e cospicuo di Grotticella, dopo discussioni turbolenti in assemblea generale, aveva deliberato di cambiare il titolo in quello esotico e pomposo di Club International, in omaggio ai forastieri che sarebbero venuti dalle quattro parti del mondo, specialmente in occasione delle feste di Sant'Elmo, che duravano tre giorni, con messa cantata, corsa nei sacchi e fuochi artificiali appositamente manifatturati dal famoso pirotecnico Gerolamo Forcella, premiato con menzione onorevole al concorso di Poggibonsi.

Sulla spiaggia incantevole, lungo la dolce insenatura di rena finissima e morbida, sorgevano due dozzine di baracche in tela gialla a liste turchine, allo scopo di rappresentare l'illusione di uno stabilimento di bagni. Le baracche erano sorte per iniziativa municipale e per sottoscrizione pubblica: inaugurate come un monumento, al suono dell'inno reale e con un discorso del primo magistrato che conchiuse tra i più vivi applausi:

— E così, in questo giorno solenne, o padiglioni balnearii, a cui è legato il prospero avvenire della nostra città, vi dichiaro ufficialmente inaugurati e, a nome dell'intera cittadinanza, vi stringo fraternamente la mano e vi dò l'estremo saluto, in attesa di tempi migliori.