Ma i tempi migliori si facevano attendere un po' al di là del confine permesso alla gente per bene. Il mese di luglio era quasi per finire e l'albergatore del Cervo d'oro, il quale s'era arrischiato all'impresa con capitali molto meschini, si sentì alla vigilia del fallimento. E le minaccie del fornitore dei mobili presto si tradussero in atto. Un giorno il giovane Eligio Nasica, vicepresidente dei sigari scelti, andò al Cervo d'oro, più per incoraggiare l'industria paesana che per far colazione, e chiese a quell'unico cameriere cui era commesso il servizio inappuntabile:

— Avete dell'aragosta?

— No.

— Del rosbiffe?

— No.

— Del caciocavallo almeno?

— Neppure.

— Ma allora che roba avete?

— Abbiamo.... due uscieri che mettono i sigilli.