E precisamente in quel giorno, per amarissima ironia della fatalità, giunse a Grotticella il primo bagnante.
Era un uomo alto, robusto, miope, vestito con una certa eleganza vistosa, con una spilla di diamanti sulla cravatta, con una grossa catena d'oro, che gli ciondolava sulla sottoveste, e con bottoni enormi d'oro massiccio, foggiati a ferro di cavallo, sui manichini della camicia. Il suo bagaglio era composto di ben sei casse, tutte borchiate d'ottone, di forma alquanto singolare e chiuse con lusso straordinario di complicati congegni. Tal che, per cura dell'albergatore del Cervo d'oro, si sparse la voce essere il bagnante un principe indiano che tornava dal giubileo della regina Vittoria e che quelle sei casse erano certamente il suo seguito.
La voce in breve prese tale consistenza, fu talmente accreditata in Grotticella, che bastò a sospendere persino l'applicazione dei sigilli e indusse i membri della Società dei sigari scelti a deliberare d'urgenza una festa da ballo in onore della “colonia forastiera”.
Ma il bagnante, nella sua sincerità, si affrettò a distruggere le illusioni dell'albergatore declinando le proprie generalità: Enrico Bertelli, commesso viaggiatore in bigiotterie reduce da Milano, diretto a Napoli.
— Si fermerà molti giorni?
— Dipende: se riescirò a far qualche cosa!....
— Creda alla mia esperienza! in questa settimana, non c'è nulla da concludere: ma tra dieci giorni, non si saprà più, a Grotticella, dove alloggiare i forastieri, tanti ne verranno, e allora lei farà Indie. Intanto, qui lei starà come un principe. Con quattro lire al giorno, lei è spesato di tutto, comprese le mancie. Senza contare che lei può fare il suo bravo bagno di mare. Abbiamo uno stabilimento che non ne trova un compagno neppure a Livorno!
I patti economici, l'idea del bagno di mare, sedussero talmente Enrico Bertelli, che l'albergatore del Cervo d'oro, giusto premio ai suoi eloquenti lenocinii, vide il commesso viaggiatore di bigiotterie trasformarsi in un vero e proprio bagnante. Le persone cospicue di Grotticella serbarono cautamente il silenzio sulla professione del nuovo arrivato, che personificava la sospirata colonia, e che fu ricevuto nel Club International con onori veramente principeschi, tanto che il cameriere dell'albergo, gli inservienti del circolo e il bagnino gli davano dell'eccellenza a tutto pasto, come a quei re di Prussia incogniti che passeggiano abbottonati lungo i cinque atti dei drammi del Federici.
Tre giorni dopo, la sorpresa e la felicità dell'albergatore del Cervo d'oro erano al colmo. Due veri bagnanti, due bagnanti autentici, nonchè di sesso diverso, si presentavano a chiedere alloggio all'albergo e per tutta la stagione. La sera stessa, il sindaco di Grotticella, a spese dell'erario comunale, mandò al Calopinace un dispaccio di quindici parole, in cui con ingegnoso laconismo si dipingeva la fiorente colonia e la città festante, non senza le debite lodi alla banda e alle sue scelte melodie.