E il dottore, intontito:

— Ma che colera! non era che un'indigestione e la signora adesso sta meglio, tanto che, tra un'oretta, ci scommetterei, non avrà più nulla.

Eugenio lo abbracciò con effusione.

— Davvero? ma allora, santo Dio, perchè tanto chiasso?

— Capirà bene! i sintomi erano quelli!

Il dottore, con la guardia e col marchesino, scese nel portone e dichiarò, sul suo onore, essersi dileguato qualunque sospetto di morbo epidemico. Poi, si ritirarono tutti, mentre il conte Ottavio Reginaldi, stringendo la mano al marchesino Jung, gli diceva, strizzando gli occhi:

— Perdoni il disturbo, signor Martini!

Un'ora dopo, la contessa Emilia, pallida, sfinita, mal reggendosi in gambe, rientrava nel suo palazzo, al braccio di Eugenio, quasi più pallido di lei.

— Ma che ha? — le chiese, premurosa, la cameriera: — si sente male?

— No.... sono ancora tutta commossa.... era tanto straziante, quel dramma!... ho pianto dalla prima all'ultima scena.