Stanco delle amarezze continue, Pasquale stava lontano il più possibile dal domicilio coniugale e, per distrarsi, si era dato alla vita del circolo e del caffè, cercando le compagnie più scapigliate; ma invece di spassarsi, non faceva che litigi continui, poichè gli amici lo burlavano spietatamente sulle sue sventure coniugali; lui s'inquietava, voleva fare il rogantino, ingiuriava i canzonatori, e finiva sempre per pigliarsi qualche calcio e qualche schiaffo.
Celeste lo seppe e cominciò a fargli delle scene, rimproverandolo di buttar via quattrini e fare delle figuraccie.
Una sera, mogio mogio, Pasquale entra in casa.
— Dove sei stato tutto il santo giorno?
— Alla.... biblioteca.
La moglie, sospettosa, gira intorno a Pasquale e vede.... la forma d'una suola di stivale sulle falde del soprabito.
— Bugiardo! sei stato di nuovo a divertirti coi tuoi amici!
Dio fu misericordioso.
Visto Pasquale tra una suocera e una moglie di quel genere, gli mandò una buona flussione di petto che, in capo a pochi giorni, lo sbrigò.