Fece testamento e lasciò erede universale sua moglie, sotto condizione di rimaritarsi al più presto.
— Non voglio, — disse, — che continui a far chiasso col nome mio.
Eppure, la signora Celeste continuò e continua a chiamarsi Barbosio, poichè, passati appena quattro mesi, sposò il fratello di Pasquale, uomo fresco, robusto e piacevole.
Al banchetto di nozze, uno del testimoni vide appeso al muro un ritratto di Pasquale, buon'anima, ch'egli non aveva conosciuto e chiese alla sposa:
— È di qualche suo parente, quel ritratto?
— Sì — rispose Celeste, sospirando — è quello del.... mio povero cognato.